Lingotto in piedi per Bonino: “Il reato di clandestinità è una stupidaggine”

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La leader radicale ha tenuto un intervento sull’immigrazione sottolineando la necessità di lavorare su un’integrazione ordinata

Inviato a Torino – Appassionata forte e propositiva, Emma Bonino nel suo intervento al Lingotto emoziona tutti i presenti e non risparmia critiche alle varie forze politiche, compreso il Partito democratico. Parla di immigrazione, sottolineando la necessità di lavorare su “un’integrazione ordinata”, e avanza proposte concrete, citando Pannella e Nelson Mandela.

La leader radicale ha accettato l’invito di Martina e Renzi perché ritiene che il popolo del Lingotto sia adatto alle sue istanze e ai suoi appelli. Non si sente un’ospite, dice prima di salire sul palco. Poi, accolta da un lungo applauso, si schermisce e invita la platea a risparmiare gli applausi per la fine del suo discorso.

Nella sua premessa lancia infatti due o tre stoccate a tutto il Partito democratico: “I rapporti con i segretari del Pd non sono mai stati idilliaci e forse dovremmo porci qualche domanda” dice. E ancora, “vi abbiamo rincorsi ovunque, ma alla fine mi sono sentita una questuante molesta e ho smesso”. I riferimenti sono soprattutto alla proposta di firma per proporre i referendum. Poi allarga lo sguardo alle altre forze politiche: “Non tutto vi piacerà di quello che ho da dire. Da Forza Italia a Cinque Stelle, nessuno è stato immune da inchieste sulle irregolarità delle firme. Forse è il momento di passare alla firma digitale”.

Premesse a parte, il suo discorso è centrato sulla necessità di integrare gli immigrati, anche quell’esercito di 500mila persone irregolari che si sono accumulate negli anni nel nostro paese, e a cui affidiamo le “nostre cose più care” come i parenti anziani. “C’e un tema che accomuna interessi e valori – sottolinea Bonino – ed è il tema dell’immigrazione e dell’Europa. Una immigrazione ordinata è nel nostro interesse”. 

Bonino ricorda il valore dell’economia degli immigrati, 6 milioni in Italia pari all’8% del Pil, contribuenti che pagano la pensione a 640mila italiani, oltre che 805mila studenti senza i quali 35mila classi chiuderebbero e migliaia di professori sarebbero senza lavoro. “Dobbiamo programmare 160mila nuovi ingressi all’anno per i prossimi dieci anni – dice Bonino – Ce lo vogliamo mettere in testa?”.

La leader radicale, poi, si dice non entusiasta degli ultimi decreti sul tema, li definisce “parziali” perché non affrontano il tema dell’integrazione. Ribadisce il no alla moltiplicazione dei Cie, “nè si possono rimandare tutti indietro”. La “Bossi-Fini” va superata, aggiunge: “Il reato di clandestinità è una stupidaggine”. “Bisogna pensare all’integrazione a partire dal lavoro e dai canali regolari con cui queste persone possono lavorare”. Cita Mandela: “Se ci sono moscerini nello stagno, non serve il fucile, occorre bonificare lo stagno”, quindi ricreare un percorso legale di integrazione, “prosciugare gli stereotipi e i pregiudizi”.

Poi l’annuncio: in primavera, insieme a un’ampia rete di sindaci e le più importanti organizzazioni impegnate da anni sul fronte dell’immigrazione, “lanceremo un’iniziativa popolare per proporre una legge che superi la Bossi-Fini”.

Infine, ci tiene a sottolineare l’enorme pressione demografica di un giardino d’infanzia in esplosione come l’Africa su un continente vecchio e in declino demografico come l’Europa. “Non crediate che dopo l’estate tutto torni come prima”, ammonisce. La platea applaude.

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