Inps: “In 9 mesi più di 900mila assunti”

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Nei primi 9 mesi del 2015 gli assunti a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità sono stati oltre 906.000

Grazie alla decontribuzione, inserita nella legge di stabilità dello scorso anno, i contratti di lavoro a tempo indeterminato aumentano in maniera sensibile: le assunzioni nei primi nove mesi del 2015, lo comunica l’Inps diffondendo i dati dell’Osservatorio sul precariato, sono state pari a 906.044.

Il saldo dei contratti a tempo indeterminato (+469.393) è dunque nettamente superiore a quello registrato per il corrispondente periodo dell’anno precedente (+98.046). L’Istituto previdenziale sottolinea infatti come nei primi nove mesi del 2015, il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato sia aumentato del 34,4%.

Se invece si guarda ai rapporti di lavoro in generale si sono registrati 1,7 milioni di nuovi contratti (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e di apprendistato) a fronte di 1.232.000 cessazioni.

Crescono anche le assunzioni con contratti a termine (+19.119) mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-32.991).

Rispetto al 2014 – si legge poi nella nota – il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni mensili inferiori a 1.000 euro diminuisce di un punto percentuale, passando dal 6,3% al 5,3%; una diminuzione si riscontra anche nella fascia retributiva immediatamente superiore (1.001-1.250 euro), la cui incidenza passa dall’8,8% del 2014 al 7,9% del 2015.

Risulta in lieve diminuzione (da 22,9% a 22,6%) il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese nella fascia tra 1.251 e 1.500 euro, mentre aumenta di 0,9 punti percentuali il numero dei rapporti che si collocano nella fascia retributiva da 1.501 a 1.750 euro e di 0,7 punti percentuali quello nella fascia da 1.751 a 2.000 euro; per i nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese fra 2.001 a 3.000 euro, gli aumenti sono pari a 0,2 punti percentuali, mentre risulta pressoché stabile l’incidenza delle fasce retributive superiori a 3.000 euro.

Nella fascia di età fino 29 anni, l’incidenza dei rapporti di lavoro ‘stabili’ sul totale dei rapporti di lavoro è passata dal 24,4% del 2014 al 31,3% del 2015.

Infine, quanto alla distribuzione sul territorio, i risultati peggiori rispetto alla media nazionale si registrano nelle regioni del Sud: In Sicilia, Puglia e Calabria, infatti, ci sono ancora grandi difficoltà ad assumere.

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