L’insostenibile inadeguatezza del giornalismo di Libero

Focus

Un altro titolo shock che istiga all’odio e alla violenza contro il segretario del Pd

Sarebbe meglio non parlarne. Far cadere nel vuoto questo ennesimo titolo shock, fatto solo per ottenere visibilità. Ci rendiamo conto che anche solo parlarne fa il loro gioco, ma davanti all’uso spregiudicato di certe parole il silenzio non è accettabile. Questo è il titolo di oggi dell’editoriale a firma Vittorio Feltri.

Un’editoriale che vuole raccontare, a suo modo, la situazione interna al Pd e al suo rapporto con la sinistra. Nel corpo dell’articolo, a onor del vero, non ci sono riferimenti o incitamenti alla violenza. Feltri si concentra ad analizzare che: “Il problema è che Matteo ha vinto le primarie dopo aver perso il referendum, il che significa che il partito lo ha in ogni caso scelto quale capo da qui alle prossime consultazioni interne. Scacciarlo vorrebbe dire rinnegare le metodologie democratiche di cui i progressisti si sono vantati dal momento del varo delle medesime. Cosicché sono condannati a tener buone le primarie in questione e a rispettare il loro vincitore col 40 per cento dei consensi”.

Eppure nel titolo l’istigazione all’odio e alla violenza è palese.

L’uso violento del linguaggio non può passare inosservato e deve essere condannato. Lo fanno in massa su Twitter i parlamentari del Pd e non solo, perché il giornalismo, quello serio, deve conoscere il peso delle parole.

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