L’Italia è veramente pronta per le unioni civili?

Focus

Più si avvicina l’approvazione del ddl Cirinnà e più si intensifica la campagna mediatica del fronte dei contrari, fatta soprattutto di falsità e scorrettezze.

Ormai è questione di giorni e sapremo se la classe politica italiana sarà in grado di far fare al nostro Paese un primo importantissimo passo sulla strada della civiltà.
Ovviamente mi riferisco all’approvazione del ddl 2081 sulle unioni civili e le coppie di fatto che arriva in approvazione a fine mese.
Ma più si avvicina la fatidica data più si intensifica la campagna mediatica del fronte dei contrari, fatta soprattutto di falsità e scorrettezze.

La principale di queste falsità, quella che fa anche più presa su parte dell’opinione pubblica, è quella secondo la quale grazie a questa legge si legittimerebbe la pratica volgarmente detta dell’utero in affitto.
Pratica vietata in Italia e che resterà vietata pure dopo l’approvazione del ddl Cirinnà.
Da questa falsità però deriva la più grande insidia per questa legge: l’emendamento peggiorativo scritto dai senatori dem Lepri, Fattorini e Di Giorgi volto a sostituire la stepchild adoption (adozione del figliofiglio del partner) con il cosiddetto affido rinforzato, soluzione pasticciata e discriminatoria mutuata dal diritto coranico.
Una soluzione che non accontenta nessuno se non gli estensori ma col potere di far saltare tutta legge.
Serve chiarezza, soprattutto da parte del PD. La legge in questione è già di per se un compromesso che introdurrebbe una soglia minima di diritti al di sotto della quale non si può e non si deve scendere.
Alcuni dicono “l’importante è approvare una legge”, beh io non sono proprio d’accordo.
La comunità LGBT è già divisa fra chi questa legge non la vuole e chi, come il sottoscritto, pensa che sia un primo passo necessario, se il DDL 2081 subisse ulteriori manomissioni non resterebbe più nessuno a sostenerla.
Immaginate, facendo un paragone, che a Rosa Parks avessero detto “Accontentati di avere l’autobus, potresti andare a piedi”. Ecco, alcuni LGBT vi hanno detto che intanto si accontentano dell’autobus. Ma se nel frattempo a questo autobus togliete la benzina, tagliate le gomme e manomettete freni vi risponderemo che è meglio non avere un autobus che averne uno scassato e inutile.

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