Lo stadio della Roma spacca il M5S

Focus

Gli attivisti del Tavolo Urbanistica convocano un sit-in per protestare contro la retromarcia della sindaca sul progetto

Un sostituto da trovare dopo le dimissioni di Paolo Berdini e una base da calmare, con la protesta che monta dentro al Movimento romano a rendere ancora più precaria la sindaca Virginia Raggi. L’affaire Stadio della Roma è una mina che rischia di scoppiare in mano alla giunta grillina e la notizia dell’accordo ormai raggiunto con la società giallorossa per il via libera al nuovo impianto di Tor di Valle è la miccia che accende una fetta del Movimento romano tutt’altro che disposto ad accettare l’inver – sione di rotta su un progetto che il Movimento, Virginia Raggi in testa, aveva sempre osteggiato.

Un malcontento rilanciato da quegli stessi social su cui i 5 stelle romani avevano duramente contestato l’approvazione della delibera per l’interesse pubblico del progetto approvata dall’amministrazione Marino nel dicembre del 2014. Per questo, dopo aver provato a giocare la carta delle modifiche ecosostenibili al progetto, ieri la comunicazione M5S ha cercato di cambiare rotta con un intervento firmato proprio dalla sindaca sul blog di Grillo. «Questa amministrazione non ha alcun accordo con la società – ha tentato di correggere il tiro la Raggi – il progetto dello stadio a Tor di Valle lo ereditiamo dal sindaco Marino e dalla maggioranza Pd che, nel loro stile, hanno pensato più agli interessi particolari che a quelli generali, cioè di tutti i cittadini romani. Così, al nostro insediamento, ci siamo trovati con un progetto con una eccedenza di edificazione solamente del 70% per cento in più rispetto a quanto previsto dal piano regolatore generale.

E, chiaramente, essendo entrati in corsa, ci siamo trovati un iter già avanzato e quasi a conclusione che, in altre parole, significa: causa multimilionaria all’orizzonte». «Non ci sarà assolutamente nessuna colata di cemento», ha poi concluso la sindaca. Una versione che difficilmente riuscirà a calmare le acque di una protesta che la prossima settimana arriverà fin sotto le finestre del Campidoglio con tanto di insegne del Movimento. A chiamare a raccolta i militanti che si oppongono alla realizzazione dello stadio, infatti, è Francesco Sanvitto, architetto e coordinatore del tavolo urbanistica del M5S, che via Facebook sta organizzando un sit-in sotto a Palazzo Senatorio per il prossimo 21 febbraio per chiedere alla prima cittadina una delibera di annullamento del “pubblico interesse” del – l’opera. «Cara Virginia – si legge nell’appello – sulla vicenda stadio state prendendo una cantonata! Oltre a non seguire quanto è stabilito nel programma e quanto dichiarato in campagna elettorale e soprattutto il supporto tecnico del Tavolo Urbanistica, che ha evidenziato varie illegittimità nella procedura sin qui espletata dalla vecchia Giunta, state continuando nell’errore.

La stampa riporta che avete raggiunto un accordo con una riduzione del 25% di cubatura e corrispondenti opere pubbliche – prosegue – cosa che determina una palese modifica sostanziale della delibera di pubblico interesse. Per questo motivo ti chiediamo di “aprire la busta”e ascoltare le nostre ragioni». Per quel giorno i militanti sul piede di guerra potrebbero trovare in Campidoglio anche il sostituto di Paolo Berdini. Anzi, più probabilmente i sostituti visto che dopo la riunione di maggioranza di ieri a cui hanno partecipato anche i parlamentari Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, gli angeli custodi mandati da Grillo a “supportare” l’amministrazione capitolina, l’orientamento sarebbe quello di sdoppiare le deleghe che prima erano in capo a Berdini creando due assessorati distinti, uno ai Lavori pubblici e uno all’Urbanistica. «Stiamo lavorando per trovare un sostituto, soprattutto una persona che parli di meno e lavori di più», ha commentato ieri Virginia Raggi al suo arrivo in Campidoglio.

Il “casting”, a quanto trapelato, sarebbe già a buon punto e le nomine potrebbero arrivare a giorni. «Penso che verranno trovati entro la fine della settimana», si è sbilanciato il vicepresidente dell’assemblea capitolina Enrico Stefano. Molto probabile, come successo anche per la scelta di Massimo Colomban alle Partecipate, che i nomi arrivino direttamente sull’asse Genova e Milano anche perché il commissariamento della sindaca dopo i troppi passi falsi è ormai un dato di fatto. E lo dimostrerebbe anche il ruolo giocato dall’avvocato di fiducia di Grillo, Luca Lanzalone, nelle trattative sullo stadio.

E non solo, visto che come ha rivelato in un’intervista l’ex assessore all’Ambiente Paola Muraro, sarebbe stato sempre Lanzalone (che ha gestito anche la pratica del concordato Aams a Livorno per conto del sindaco Nogarin) a scegliere anche il direttore generale di Ama Stefano Bina. «C’è all’opera un gruppo trasversale di affaristi dentro e fuori il Movimento – ha accusato Muraro – L’ho capito dall’inter – no. Un’esperienza che mi ha aperto gli occhi. Per questo dico agli attivisti 5 Stelle: io ho fatto da scudo umano, voi svegliatevi prima che sia tardi».

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