Strage dopo strage, l’America ci dice qualcosa

Focus

Salvini vuole facilitare la vendita di armi “per difesa personale”

“Rendere più agevole l’iter per acquistare un’arma destinata alla difesa personale, aumentando da 7,5 a 15 joule il discrimine tra le armi comuni da sparo e quelle per le quali non è necessario il porto d’armi”. E‘ questo l’obiettivo, dichiarato in maniera esplicita nella relazione che accompagna il provvedimento, di una proposta di legge presentata alla Camera dalla deputata della Lega Vanessa Cattoi. In Italia infatti è possibile detenere un’arma anche senza avere il porto d’armi, ma per essere a libera vendita deve avere una potenza inferiore ai 7,5 joule (l’unità di misura, che serve anche a misurare l’energia cinetica sviluppata dal proiettile al momento dell’impatto). Al di sopra di quel limite (in Francia è di 40, in Spagna è di 21) si considera arma da fuoco e serve una autorizzazione e denuncia di possesso.

Nella proposta di legge si parte da una considerazione: “Le licenze concesse per la detenzione di armi in casa sono poco più di 5 milioni, il che significa che un italiano su dieci è in condizioni di utilizzare un’arma, anche se il numero delle licenze che consentono a coloro che le acquistano di portarle con sé è largamente inferiore”. Si può detenere un’arma per uso venatorio, per finalità sportive o per difesa personale. Tuttavia spesso – sottolineano i promotori della proposta – “la richiesta del porto d’armi per uso venatorio è solo un pretesto per avere un’arma in casa per difendersi dai malviventi”.
A sostegno di questa tesi si rileva che gli iscritti alle associazioni venatorie sono poco più di mezzo milione, con un calo di quasi 250 mila aderenti nell’ultimo decennio. Un mercato in discesa, quello delle armi, che con la nuova legge sulla legittima difesa e questa proposta targata Lega avrà nuova linfa.

Riprendiamo allora una notizia passata inosservata. Il 16 luglio 2018 su Repubblica Marco Mensurati e Fabio Tonacci  scrivevano di un accordo tra Salvini, in qualità di candidato premier e a nome dell’intera Lega e la lobby delle armi. Il documento firmato alla fiera delle armi di Vicenza impegna Salvini a consultare il Comitato Direttiva 477 ogni volta che arrivano in discussione in Parlamento provvedimenti sulle armi.

Il Comitato Direttiva 477 è un ‘associazione che tutela i privati cittadini che hanno armi da fuoco. Le associazioni di categoria (l’Anpam per l’industria, Conarmi per la parte artigianale e Assoarmieri per i commercianti) hanno espressamente dato il loro appoggio al Comitato con un comunicato congiunto in cui esortano i loro clienti a tesserarsi. Salvini ha firmato il documento nel corso della sua partecipazione all’Hit Show di Vicenza, la più importante fiera delle armi d’Italia, ma sarebbero almeno altri 12 i candidati ad aver sottoscritto questo testo, di cui 8 della Lega, 2 di Fratelli d’Italia e 2 di Forza Italia.

Il Comitato Direttiva 477 stila persino la classifica dei partiti e dei politici più sensibili alle loro richieste. Salvini e la Lega sono naturalmente primi in classifica. 

Una considerazione è ora più che mai da fare. Se l’America, strage dopo strage, è la dimostrazione che la diffusione delle armi aumenta i pericoli dello stare in società, perchè in Italia stiamo imboccando questo crinale.

Il mito dell’autodifesa, dei cowboy nonché l’esaltazione della proprietà privata e dell’individuo, sono accompagnati da cifre che devono farci riflettere.

Le stragi di massa con armi da fuoco, negli Stati Uniti sono un evento quasi quotidiano: nel 2015 ce ne sono state 330, con 367 morti e 1.318 feriti. Di fronte a questi dati l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, all’inizio del 2015, ha annunciato un giro di vite sui controlli per chi vuole acquistare armi, visto che le stragi di questo tipo vengono compiute per follia o per terrorismo. Giro di vite che non si è mai visto e che difficilmente arriverà da parte dell’attuale presidente Donald Trump, anche dopo la tremenda strage compiuta da Stephen Paddock a Las Vegas: 59 persone morte.

I dati del Viminale dicono che gli omicidi per arma da fuoco in Italia avvengono più nelle abitazioni che nelle strade. E soprattutto per cause familiari: le vittime sono spesso donne.

La firma da parte di Salvini di quel documento e quella proposta di legge, sono atti che non tutelano la sicurezza e gli interessi dei cittadini, ma piuttosto gli interessi delle industrie del settore.

 

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