Quella mensa negata, per fortuna l’Italia ripara

Focus

Le migliaia di persone che hanno donato in poche ore più di 90.000 euro hanno dimostrato non solo contrarietà alle politiche del governo gialloverde, ma hanno soprattutto voluto affermare un principio sacrosanto: nessuna democrazia è possibile senza equità

A un certo punto del libro da cui è tratto il film ‘Il matematico indiano’, il protagonista riflette così: “Il talento non assisteva il figlio del minatore del Galles: lui avrebbe passato la sua vita in miniera, anche se avesse avuto la dimostrazione dell’ipotesi di Riemann stampata nella mente”.

Quale equità?

Potremmo parafrasare, pensando a ciò che avviene nelle scuole del comune leghista di Lodi, che “Il talento non assiste il figlio del migrante”. Attenzione: mettiamo via, almeno per un momento, la querelle da tifosi da stadio ‘migranti sì, migranti no‘. Qui si parla d’altro, e le migliaia di persone che hanno donato in poche ore più di 60.000 euro per garantire i servizi di mensa scolastica e scuolabus ai bimbi di famiglie extracomunitarie, hanno dimostrato non solo contrarietà alle politiche del governo gialloverde, ma hanno soprattutto voluto affermare un principio sacrosanto: nessuna democrazia è possibile senza equità. Ed è proprio l’equità che qui è calpestata.

I termini della vicenda sono crudelmente semplici e paradossali: la mia famiglia non è in grado di dimostrare che è davvero povera, ma nei fatti è così povera che non può pagare le rette della mensa, così che io bambino sono escluso dal pranzo in comune, sono segregato altrove.
Non è solo terribile: è ingiusto.
Lo ha sottolineato anche il presidente della Camera Roberto Fico: “Nel momento in cui si fa una delibera che, in modo conscio o inconscio, crea delle discriminazioni così importanti si deve chiedere solamente scusa. Dopo le scuse questi bambini potranno rientrare tranquillamente nella mensa scolastica (…) sono stati raccolti circa 60mila euro per farli andare a scuola fino a fine dicembre: questo è un gesto fondamentale perché – ha concluso – ogni volta che si crea un’ingiustizia il nostro Paese è pronto a rispondere. Il nostro Paese è forte e i valori costituzionali sono saldi“.

 

Pd in prima linea

Il caso, però, non lo ha sollevato il M5S cui appartiene Fico, bensì la curia vescovile e il Pd. Tra le prime, la senatrice dem Simona Malpezzi che venerdì scorso aveva scritto: “Di fronte al furore ideologico e alla misera ricerca del consenso, non ci si ferma più neanche davanti a bambini piccoli, molti dei quali nati in Italia. Quello che sta accadendo a Lodi è degno di un Paese civile?”. Maurizio Martina, intervenuto più volte, oggi ha evidenziato come “È bello che migliaia di persone abbiano dato il loro supporto a una raccolta di fondi organizzata a Lodi nelle ore scorse a sostegno di questi bambini. La cosa impressionante è che non si trattava di famiglie morose, ma stiamo parlando di una amministrazione comunale che sceglie di discriminare per regolamento, a prescindere da tutto“.

 

Libri non per tutti

Lodi rischia, però, di fare scuola. In queste ore si è aperto il fonte veneto, dove la Regione guidata dal leghista Zaia ha deciso che per avere il contributo sull’acquisto dei testi scolastici, i cittadini non comunitari dovranno presentare il medesimo documento richiesto dal comune di Lodi.

Eppure la scuola dovrebbe essere il vero ascensore sociale dell’Italia repubblicana. Ma quale opportunità avrà mai il figlio di genitori extracomunitari in una scuola che lo discrimina sin da bambino? Prima di arrivare a premiare il merito, occorre far sì che tutti siano al nastro di partenza sulla stessa linea, altrimenti il rischio è che si dia la medaglia non allo studente più meritevole, ma a quello più ricco. E che merito c’è nel nascere in una famiglia benestante o figli di nullatenenti in una delle qualsiasi periferie del mondo?


Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi:

“La scuola deve accogliere tutti, con pari diritti e doveri. Talora ci sono problemi ma i bambini non vanno mai coinvolti”.

Maurizio Martina, segretario Pd:

“Come fa ad addormentarsi sereno un sindaco che caccia bambini da una mensa scolastica? A quale livello di meschinità siete arrivati? Fermatevi. Subito”.

Susanna Camusso, segretario generale Cgil:

“La scelta di Lodi è scandalosa: come si fa a utilizzare i bambini come ostaggi di una partita che è quella della separazione del Paese?”.

 


Il caso

Le mense scolastiche di Lodi – comune guidato dalla Lega – sono state di fatto chiuse ai bambini di oltre 300 famiglie di origine straniera. All’ora del pranzo, i bambini le cui famiglie non possono pagare la mensa tornano a casa a mangiare oppure sono separati e allontanati dagli altri, portati in altri locali della scuola dove consumano un panino o ciò che si sono portati da casa. È una vera e propria segregazione sociale basata sul reddito, a spese dei più piccoli.

Il regolamento leghista

La questione nasce perché il nuovo regolamento per mensa scolastica e scuolabus prevede che gli stranieri che vogliano accedere alle agevolazioni tariffarie presentino, oltre all’Isee, anche un documento del proprio paese d’origine, tradotto in italiano, che attesti che non possiedono nulla. Di fronte alla difficoltà di reperire un documento del genere, molti stranieri rinunciano, in tal modo passano in automatico nella fascia di reddito più alta con rette elevate che non riescono a pagare.

La giustizia

Il 6 novembre il tribunale civile di Milano prenderà in esame il ricorso contro il regolamento del comune di Lodi, presentato dalle associazioni ASGI e NAGA, cui hanno aderito anche le minoranze del consiglio comunale. Il ricorso è stato definito dagli avvocati che l’hanno predisposto come “Azione civile contro la discriminazione”. Nel documento si chiede di “accertare e dichiarare il carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Comune di Lodi e quindi di bloccarla”.

La solidarietà

Il comitato spontaneo Uguali Doveri, sorto per protestare contro il regolamento comunale, ha raccolto più di 60.000 euro a favore dei bambini esclusi da mensa e scuolabus. In poche ore sono arrivate oltre 2.000 donazioni. La raccolta è stata al momento sospesa, poiché la somma donata consentirà di garantire i servizi fino a dicembre, quando ci si attende che arrivi la decisione del tribunale di Milano.

 

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