Tangenti, favori e corruzione: scoperta la loggia massonica di Castelvetrano

Focus

L’ultima inchiesta della Procura di Trapani ha portato all’esecuzione di 27 arresti, dieci dei quali in carcere

Scambi di favori, assunzioni e voti in cambio di provvedimenti ad hoc, e una loggia segreta che aveva al vertice l’ex deputato regionale siciliano Giovanni Lo Sciuto. L’ultima inchiesta della Procura di Trapani che ha portato all’esecuzione di 27 arresti, dieci dei quali in carcere, alza il coperchio sull’ennesimo scandalo che mischia politica, corruzione e malaffare. Ai domiciliari finisce anche l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio.

Gli inquirenti parlano di un “gruppo occulto”, parallelo alla massoneria ufficiale a cui “non viene addebitata – precisano – alcuna responsabilità”, guidato da un recordaman delle preferenze come Lo Sciuto, eletto a Sala d’Ercole nella scorsa legislatura con il Partito dei siciliani a suon di 6.119 voti raccolti nel collegio di Trapani: dopo ‘ingresso all’Ars il passaggio al Nuovo centrodestra e, in seguito, ad Alternativa popolare per poi chiudere la legislatura in Forza Italia.

Lungo l’elenco delle accuse rivolte agli indagati: corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere segreta finalizzata a interferire con la pubblica amministrazione. Il “fulcro” del sistema, secondo la Procura di Trapani, era Lo Sciuto “il cui fine era costantemente quello di ampliare la sua base elettorale e il proprio potere politico”.

Lo avrebbe fatto in primis grazie a uno “stabile accordo corruttivo” con l’ex responsabile del Centro medico dell’Inps Rosario Orlando che avrebbe avallato numerose pensioni di invalidità anche in assenza dei presupposti di legge: “Ogni pensione di invalidità fatta concedere in forza del consolidato accordo corruttivo – sostengono gli investigatori – rappresentava per Lo Sciuto un cospicuo pacchetto di voti certi”. La Procura sta vagliando una settantina di pensioni di invalidità concesse a cittadini “sponsorizzati” da Lo Sciuto. Orlando entra anche nella vicenda che coinvolge l’attuale assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, preso il quale l’ex responsabile del Centro medico Inps avrebbe fatto opera di intercessione per fare ottenere una borsa di studio universitaria alla figlia. C’e’ poi il capitolo riguardante i rapporti tra Lo Sciuto e il presidente dell’ente di formazione Anfe Paolo Genco, finito in carcere: anche in questo caso sarebbe esistito uno “stabile accordo corrutivo”: finanziamenti e interventi legislativi in favore dell’Anfe in cambio di sostegno economico in campagna elettorale e assunzioni all’interno dell’ente che si trasformavano in voti per Lo Sciuto. La Procura di Trapani, inoltre, contesta a Lo Sciuto l’associazione a delinquere “in collaborazione” con il massone Gisueppe Berlino. Della loggia segreta facevano parte anche l’ex sindaco e l’ex vicesindaco di Castelvetrano Felice Errante e Vincenzo Chiofalo, oltre che il commercialista Gaspare Magro.

Una associazione i cui scopi “non si limitavano alla esecuzione di una serie indeterminata di delitti ispirati da un medesimo disegno criminoso – spiegano i carabinieri del Comando provinciale di Trapani -, ma ha avuto a oggetto anche il condizionamento e l’asservimento dell’attivita’ di organi costituzionali e di articolazioni territoriali della pubblica amministrazione alle finalità segrete del consesso criminoso”. Gli inquirenti parlano senza mezzi termini di “accordi collusivi con esponenti di rilievo del mondo politico, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e degli enti di governo del territorio”, ma anche del “comparto sanità e dell’imprenditoria”: tutti settori in cui si infiltravano i membri dell’associazione segreta o di soggetti eterodiretti dagli associati “in modo da strumentalizzarne l’azione”. Un sistema in cui Lo Sciuto raccomandava, segnalava e sponsorizzava nomine come nel caso della scelta di quattro assessori da parte di Errante al Comune di Castelvetrano: su indicazione del big della politica castelvetranese Errante nomino’ quattro nuovi assessori “iscritti a logge massoniche”.

Il gruppo dettava legge al Comune di Castelvetrano: un “controllo generalizzato e penetrante delle scelte politiche e amministrative”. La “macchina di potere” che sarebbe stata gestita dall’ex deputato regionale “condizionava” le elezioni grazie a una “enorme rete clientelare creata – sostengono gli inquirenti – mediante corruzioni, abusi d’ufficio, truffe in danno dello Stato e falsi”. A Castelvetrano, dopo l’era Errante, il gruppo che faceva riferimento a Lo Sciuto aveva raggiunto un accordo anche con l’ex rivale del sindaco, Luciano Perricone, finito ai domiciliari: Perricone avrebbe dovuto ottenere l’elezione ma nel frattempo arrivo’ il commissariamento del Comune, sciolto per mafia, che blocco’ l’iter per il voto. Il coinvolgimento di Cascio, infine, riguarda presunti episodi di violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento a Lo Sciuto: episodi che riguarderebbero l’ex presidente dell’Ars ma anche appartenenti alle forze dell’ordine

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