Un viaggio nella Lombardia profonda. I miei 26.000 chilometri con Giorgio Gori

Focus

Quest’esperienza è fatta di sorprese, commozione, stupore, sonno, ansia e tante, tantissime soddisfazioni

Prima di iniziare a scrivere questo articolo mi sono chiesta più volte cos’è Gori100 e cos’è stata per me questa prima esperienza full-time di campagna elettorale nella squadra del candidato del centrosinistra alla Presidenza della Lombardia. Scrivo queste righe nel pieno dell’ultima settimana, la più intensa, in cui ce la si gioca fino all’ultimo voto. Gli ultimi giorni sono dedicati alle chiusure della campagna elettorale, una per ogni provincia. Ogni sera siamo in una città diversa. Sondrio, Lecco, Mantova e Como ci hanno già accolto con un entusiasmo e una partecipazione che ci hanno donato nuova energia. Le prossime saranno Monza, Varese, Lodi, Cremona, Pavia, Brescia, Bergamo e Milano.

In questi mesi, assieme a una persona preparata, competente e capace come Giorgio Gori, abbiamo percorso 26.000 chilometri. 26.000 chilometri di una campagna innovativa per conoscere davvero la Lombardia, una campagna che ha dato modo a ragazzi, come me, di cimentarsi e collaborare per un comune obiettivo. Questa è la regione dove ho sempre vissuto, studiato e lavorato. Questo è un viaggio iniziato a novembre, proprio a Bergamo, in occasione della scuola di formazione di FutureDem “A scuola di buona amministrazione”.  Un viaggio con l’obiettivo di scoprire i luoghi della Lombardia, sprofondare nella sua bellezza e ascoltare i suoi bisogni e opportunità. Dalla Valtellina all’Alto Mantovano, dal Lago Maggiore al Lago di Garda, passando ovviamente per le principali città della nostra grande regione. 100 incontri, 100 realtà diverse e migliaia di cittadini da ascoltare. Un tour per conoscere i problemi concreti dei vari territori e costruire assieme la Lombardia di domani. 26.000 chilometri spesso lontano dai riflettori per chiamare a raccolta tutti coloro che vogliono il meglio per la propria terra e sono orgogliosi della sua storia, dei suoi saperi e del suo impegno civico, culturale e politico.

Ho percorso insieme ai miei compagni (Bianca, Cecilia, Luca, Sofia, Tommaso e Nicolò) lunghi viaggi in auto, partendo presto e tornando tardi, allestendo sale comunali, teatri e birrerie. Abbiamo spalato anche la neve all’occorrenza, fatto volantinaggi e sopralluoghi, per conoscere un territorio in continua evoluzione dove la vita scorre con ritmi, stili e bisogni diversi da luogo a luogo. Sempre con la ferma volontà di conoscere, studiare e ascoltare, siamo entrati in quei luoghi in punta di piedi, perché per guidare la Lombardia è necessario comprendere tutti per non dimenticare nessuno: questa regione deve vincere la sfida di coniugare valorizzazione dell’eccellenza e sostegno a chi è in difficoltà.

Quest’esperienza è fatta di sorprese, commozione, stupore, sonno, ansia e tante, tantissime soddisfazioni. Abbiamo condiviso progetti, discussioni, abbracci, sogni e obiettivi, ma abbiamo anche visto insieme tutto quello che di questa regione ancora non funziona: treni malandati, ponti interrotti, strade dissestate e persone che aspettano mesi per un esame in ospedale. Di fronte a questo ci siamo spesso chiesti: possiamo fare meglio? Assolutamente sì: dobbiamo fare meglio, con preparazione, tenacia e soprattutto passione.

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