Prodi e Veltroni: ripartire uniti da Lazio e Lombardia. E Bersani ora apre

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I padri nobili del Pd scendono in campo per ritrovare il “buon senso”

Unità e centrosinistra. Quante volte abbiamo visto queste due parole insieme: invocate dai militanti e inseguite dai dirigenti. Un percorso difficile, spesso tortuoso ma non impossibile. Per questo, nelle ultime ore, sono tornati in campo i padri nobili del Pd Walter Veltroni e Romano Prodi per non buttare via l’opportunità di vincere insieme. Il campo di battaglia, anche se non è ancora escluso, non è ancora il terreno politico nazionale ma quello regionale: Lazio e Lombardia. Almeno lì, dicono quasi in coro l’ex Premier e il primo segretario, non ci si può dividere.

E stamattina Pier Luigi Bersani e Enrico Rossi sembrano raccogliere l’invito: “Proviamo a trovare un’intesa in Lazio e Lombardia”. 

Così gli incontri sono ripresi: l’obiettivo è sfidare insieme il fronte berlusconiano e grillino. Mentre su Zingaretti il lavoro sembra (ma solo apparentemente) più facile perché Pietro Grasso e il governatore uscente si conoscono e si stimano, sulla Lombardia la questione è più difficile da gestire. Il candidato scelto dal Pd, Giorgio Gori non piace e già ne è stato trovato un altro, Onorio Rosati. Ma una decisione definitiva non è ancora stata presa e sopratutto il ritiro di Maroni ha riaperto i giochi.

O forse è solo una presa di tempo. All’interno di Leu, infatti, sono sorti già i primi dissapori con la parte più oltranzista, quelli di Sinistra italiana. Stefano Fassina, per esempio, il più impegnato nel non sostenere Nicola Zingaretti in Regione, però è in minoranza. In queste ore in tanti stanno cercando di convincerlo che, come disse D’Alema, Zingaretti “non è Renzi”.

Un appello all’unità arriva anche da Susanna Camusso, leader della Cgil. Spesso critica con il Pd, in questa occasione elettorale, dalla pagine di Repubblica, auspica un candidato unico in Lombardia: “Sarebbe un passo importante per poter affrontare una partita strategica anche a livello nazionale”. Ora dalla parole si deve passare ai fatti.

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