Lottizzazioni e stipendificio: ecco la nuova Acea a 5 Stelle

Focus

Brutto spettacolo sulle nomine dei nuovi vertici: l’avvocato che aveva lavorato “gratis” per il Comune premiato con la presidenza!

Altro che Casta! Il Movimento 5 Stelle sta trasformando in realtà tutti i sogni dei baroni della Prima Repubblica. Ne abbiamo una nuova, plastica, dimostrazione con la nomina dei nuovo vertici di Acea, uno dei più grandi centri di potere romano, attorno al quale i grillini si sono mossi secondo logiche di spartizione delle poltrone che farebbero impallidire addirittura Cencelli, l’autore del celebre “manuale” che sta alla base di ogni logica di lottizzazione messa in pratica dalla politica.

Con Acea, però, gli ex portavoce dei cittadini – oggi portavoce solo dei propri interessi di casta – si sono superati.

Come si legge su Repubblica, si parte con “l’ingegner Stefano Donnarumma, direttore Rete di A2A e un trascorso alla guida di Acea Distribuzione: il suo nome è stato caldeggiato dai consiglieri comunali su proposta del presidente dell’Aula Marcello De Vito, pupillo della deputata Roberta Lombardi, e ha subito ricevuto l’ok di Davide Casaleggio. L’ad sarà lui” .

“Alla presidenza andrà l’avvocato genovese Luca Lanzalone, che per conto della giunta Raggi ha condotto la trattativa con la Roma Calcio sul nuovo stadio a Tor di Valle: a imporlo è stata la sindaca in persona, che ha così risolto il problema della sua parcella, visto che per vari motivi, di budget e burocratici, non era stato possibile inquadrarlo come consulente di Palazzo Senatorio. Anche a costo di litigare con Massimo Colomban, l’autorevole assessore alle Partecipate, che gli avrebbe preferito l’ingegner Giorgio Simioni, suo braccio destro in Campidoglio, già assunto in Acea come consulente al ragguardevole stipendio di 240mila euro l’anno”.

Negli ultimi mesi la stessa sindaca è dovuta intervenire più volte per difendere il suo fedelissimo di fronte alle critiche, lanciate soprattutto dal Pd capitolino, che chiedeva quale fosse il ruolo di Lanzalone, al servizio del Comune senza un incarico ufficiale. All’inizio di marzo, in risposta all’interrogazione della capogruppo Pd Michela Di Biase, la Raggi dichiarò: “L’avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio”, aggiungendo che “presto” avrebbe ottenuto un incarico.

Quel “presto” è arrivato e il premio per il lavoro fatto pro bono sullo stadio si materializza adesso sotto forma di una delle poltrone più pesanti della capitale, quella di presidente di Acea (240mila euro di emolumento annuale), la multiutility controllata al 51% dal Campidoglio e partecipata dal colosso francese Gdf Suez.

“La vera natura del M5S. Acquisire che l’avvocato Lanzalone ha lavorato gratis per il comune sullo stadio e quindi viene ricompensato con la nomina a presidente Acea è un reato. Un lavoro per un ente ricompensato con una poltrona in maniera così spudorata. E’ tutto normale?”. E’ quanto scrive su facebook la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd Roma. Prosegue la deputata dem: “La magistratura non dice niente? La Raggi può nominare chi vuole ma non a compensazione di prestazioni per l’amministrazione comunale. E poi, quali prestazioni? Siamo sempre lì… prima sono uscite fuori le polizze a sua insaputa. Ora invece si fanno poltrone a compensazione di prestazioni. Insomma, come al solito ormai solo #Raggiri. E la città è sempre più dimenticata”.

Tornando alle nomine di Acea, si scopre che però anche Colomban non è rimasto a bocca asciutta. “Un posto in cda lo ha strappato lo stesso”, scrive Repubblica. “Tra i consiglieri ci sarà infatti la sua quasi compaesana Gabriella Chiellino, 48 anni, da Conegliano Veneto: laureata in Scienze Ambientali all’Università Cà Foscari di Venezia, dove poi è rimasta come docente a contratto, ha fondato nel 2003 la società di consulenza e progettazione eAmbiente srl e nel 2010 la eEnergia, specializzata in risparmio energetico nei processi produttivi e terziario”.

Da Genova, su indicazione di Beppe Grillo, “arriva invece Liliana Godino, già responsabile acquisti di Grandi Navi Veloci e ora dirigente di un’altra grande azienda del settore”. “Infine, visto che serviva una terza donna per rispettare le quote rosa e i grillini faticavano a trovarla, l’amministratore delegato in pectore ne ha indicato in extremis una ‘sua’: l’avvocata Michaela Castelli, classe 1970, e una sfilza di incarichi”.

Un capolavoro da Prima Repubblica, insomma. Con la differenza che ora la città sta andando a rotoli, nell’indifferenza della sindaca e del gruppo dirigente che la circonda a livello locale e nazionale.

 

Vedi anche

Altri articoli