Luc Besson: “Il mio Valerian spiega l’Olocausto con la fantascienza”

Focus

Il regista francese è a Roma per presentare il suo nuovo film ‘Valerian e la città dei mille pianeti’

Nelle parole di Luc Besson, oggi a Roma per presentare ‘Valerian e la città dei mille pianeti’ riecheggia il ricordo del padre, che gli regalò il fumetto al quale è ispirato il film: ‘La pellicola è dedicata a mio padre perché è lui che mi ha dato il fumetto a dieci anni e ho ora il rimpianto che non lo ha potuto vedere (è morto durante la lavorazione durata quattro anni). Ma lassù – ha detto il regista – ci saranno sicuramente sale per guardare il film anche senza gli occhialetti 3d. Lo vedrà, spero, insieme a David Bowie. E visto che siamo a Roma chiederò al Vaticano se può mettere una buona parola”. Il riferimento al Duca Bianco non è casuale: proprio sulla celeberrima “Space Oddity” si apre infatti il lungometraggio del filmaker francese. Produzione indipendente da record, con un budget da 180 milioni di euro, il film è una storia di fantascienza ambientata in un futuro remoto; Besson sottolinea quanto sia stato importante coltivare il suo lato fanciullesco per mettere in scena una storia del genere: ”Leggo ancora i fumetti – ha detto ai giornalisti -. Spesso per questo mi dicono che sono infantile, ma in realtà sono adulto, ho cinque bambini che mi aspettano a casa e ho diretto circa 2000 persone per quattro anni per fare questo film. Ma il Luc bambino, devo dire, mi aiuta molto e poi c’è chi ha detto che il bambino è il vero padre dell’uomo”.

Schermata 09-2458011 alle 12.06.35Come si confà a questo tipo di narrazioni, i protagonisti della pellicola sono due agenti speciali (Valerian e Laureline) impegnati in una missione intergalattica, la cui posta in gioco è niente meno che la salvezza dell’universo. Nei panni dei due personaggi principali ci sono Dana DeHaan e Cara Delevigne; Besson ha voluto evidenziale l’importanza del ruolo femminile nell’economia della pellicola e nella gestione dei conflitti:  ‘l’uomo reagisce agli ostacoli con i muscoli, la violenza, la donna invece con il cuore e il cervello. Andrebbe trasferito il potere alla donne, non ho mai visto nessuna di loro dichiarare guerra”.

Un importante sottotesto metaforico del film è quello che ha a che fare con lo sterminio del popolo di Pearl, una stirpe pacifica che vede minacciata la propria sopravvivenza:  «È vero. ‘Valerian’ parla di popoli sterminati e massacrati, come sempre accade in nome della religione e del progresso. Devo dire che girando questo film ho trovato anche un ottimo modo per spiegare ai miei figli lo sterminio degli ebrei. Se parlo loro dell’Olocausto, si annoiano. Il popolo dei Pearl ignora la vendetta: vuole solo recuperare la propria terra. L’insegnamento è che la vendetta non è l’unica risposta». Il nuovo lavoro del regista francese si profila quindi come un singolare ‘scifi’ dai risvolti “etici”: per capire se il suo intento e andato a buon fine dovremo aspettare qualche settimana: il film è infatti in uscita nelle sale il 21 settembre.

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