L’Eliseo per ora non chiude. Barbareschi: “Ma servono i finanziamenti”

Focus

L’attore, direttore artistico del teatro, prospetta la chiusura e lancia un appello: “Caro Franceschini, siamo nelle tue mani” . Nel pomeriggio un comunicato: “Avanti fino a fine stagione, ma senza fondi non ce la facciamo”

Per ora il teatro Eliseo di Roma non chiude. Dopo le dichiarazioni di ieri di Luca Barbareschi, che prospettava la chiusura della storica salaa causa dell’inerzia delle istituzioni e delle promesse eluse”, pochi minuti fa è stato diramato un comunicato che chiarisce: “Andremo avanti fino alla chiusura della stagione, ad onore dell’impegno preso con il pubblico, con gli abbonati e con le compagnie. È ovvio che senza i finanziamenti pubblici attesi e dovuti, andare avanti diventa una missione impossibile”.

Risale a pochi giorni fa un appello dello stesso Barbareschi al ministro della Cultura Dario Franceschini: “Se non saranno rispettati i patti, il teatro Eliseo tra due o tre giorni chiude, anche se fa il tutto esaurito”. Nella sua risposta il ministro aveva messo in evidenza il “coraggio e la passione che Barbareschi ha messo nel rilancio dell’Eliseo”, ammirando la qualità della programmazione ma sottolineando allo stesso tempo la criticità della situazione: “Conosco le difficoltà economiche del Teatro ma non sono dotato di bacchetta magica – aveva continuato – Io posso operare solo nell’ambito della legge e delle regole del Fus. Dentro queste regole, e soltanto dentro queste regole, farò il possibile, come mi auguro si impegnino a fare gli altri livelli istituzionali e soprattutto quei privati che hanno a cuore il futuro di un grande teatro romano”.

Nella conferenza stampa che si è tenuta a mezzogiorno di oggi all’interno del teatro, Barbareschi ha ribadito: “Caro Franceschini, siamo nelle tue mani. Non esistono bacchette magiche, ma strumenti ministeriali per aiutare il teatro. Lo avete fatto per 50 anni, a volte con forse con leggerezza. Ma altrimenti l’Eliseo non sopravviverà”.
La chiusura della centenaria sala romana sarebbe arrivata all’indomani dell’annullamento del Milleproproghe che garantiva una tantum un’entrata al teatro. “Finiremo la stagione – ribadisce Barbareschi – e ora stiamo già programmando i prossimi due anni. Per cui, a brevissimo, il ministro Franceschini ci deve dire se vuole chiudere il teatro o meno. Sceglierà lui”.

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L’hashtag #eliseoaperto lanciato dal teatro

Nel tardo pomeriggio l’ultimo chiarimento sui social network del teatro; e compare anche l’hashtag #eliseoaperto: “Grazie all’enorme sforzo fatto in questi mesi – si legge nel comunicato –  possiamo contare su diversi partner privati che sostengono il Teatro Eliseo e tutte le numerose attività che si svolgono al suo interno; ma così come noi chiediamo loro uno sforzo economico in più per aiutarci, i nostri partner attendono di sapere come si muoverà lo Stato nei nostri confronti, speranzosi che tutti facciano la loro parte. Di certo lanceremo la nuova stagione solo se avremo le garanzie necessarie per portarla a termine. Non fermeremo il nostro lavoro a metà strada perché non abbiamo nessuna intenzione di tradire chi ci ha sostenuto fino ad ora. No, non abbiamo intenzione di chiudere. A meno che non saremo costretti a farlo. Fino a quel momento rimarremo aperti, lavorando incessantemente per continuare a far sì che uno dei teatri più importanti d’Italia, casa degli artisti più rilevanti della nostra storia, non sia obbligato a calare definitivamente il sipario.”

 

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