L’urlo di Thuram: “Senza pene esemplari non si sconfigge il razzismo negli stadi”

Focus

L’ex difensore di Parma e Juve in prima linea: “Se gli sportivi italiani fossero costretti a stare un sabato e una domenica senza partite sarebbero obbligati a riflettere”

L’ex difensore Lilian Thuram, in prima linea nella lotta contro il razzismo, parla così al Corriere Dello Sport dopo la vicenda Koulibaly: San Siro dopo i buu a Koulibaly è stato squalificato per le prossime due gare dell’Inter, ma il ministro dell’Interno Salvini non ritiene giusto chiudere un intero stadio.

Lei da che parte sta? Sarà perché sono una persona nera o… marrone scuro, se preferite, ma mi sono stancato di questi dibattiti. In presenza di episodi del genere, io chiuderei tutti gli stadi della Serie A per un week end. Non solo quello dell’Inter. Se gli sportivi italiani fossero costretti a stare un sabato e una domenica senza partite sarebbero obbligati a riflettere, a capire quanto sia ingiusto che un persona venga aggredita sul campo per il colore della sua pelle. Se ci fosse un bianco in un campionato con tutte formazioni composte da neri non succederebbe”.

Perché ne è convinto? “Perché i calciatori neri reagirebbero nei confronti dei tifosi, li zittirebbero e si inc… con loro. Lo farebbero non perché sono più bravi o più buoni, ma perché quando sei nero impari in fretta cosa vuol dire essere aggredito o discriminato. E se vedi che un’altra persona è vittima della stessa cosa, ti ribelli, ti viene automatico di difenderla”. C’è una formula per debellare la piaga del razzismo dal calcio? “Se non ci sono pene certe, questo problema non verrà mai risolto. Senza punizioni esemplari non c’è niente da fare”. 

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