Minenna presidente della Consob? Con tanti saluti all’autonomia

Focus

L’economista scelto dal M5s per guidare l’autorità che vigila sui mercati finanziari potrebbe non essere in grado di garantire indipendenza. Ecco perché

Sulla presidenza della Consob è in corso una nuova pressione politica da parte del M5S. Di Maio, in accordo con Davide Casaleggio, è tornato a insistere sul nome di Marcello Minenna nonostante le resistenze della Lega (che comunque potrebbe ottenere in cambio la presidenza Antitrust).

Ma cosa si nasconde davvero dietro la figura del candidato grillino? Davvero Minenna sarà in grado di ricoprire il ruolo di servitore dello Stato? Il dubbio, in effetti, non è così illogico se si pensa ai ruoli che Minenna ha avuto in precedenza. A partire da quello politico come assessore della giunta Raggi, anche se dopo qualche mese l’economista lasciò l’incarico.

Ma quello che più spaventa è il suo palese posizionamento sul sovranismo targato Lega-Cinquestelle testimoniato dalle sue esternazioni pubbliche sull’appoggio al famoso piano Savona, quell’idea controversa che prevedeva l’uscita dall’euro.

Ci sono poi i legami consolidati con l’azienda che gestisce il Movimento, la Casaleggio Associati.

Ma v’è di più. A complicare la posizione, infatti, ci sarebbe anche la questione di natura personale sollevata dalla dem Alessia Morani, che ha parlato di “Minenna fidanzato di Carla Ruocco”. Un’ipotesi subito smentita dai diretti interessati, ma che fonti vicine al Pd confermano. Il punto è che se davvero il legame fosse vero, ci sarebbero addirittura elementi fondati per parlare giuridicamente di conflitto di interessi. Quantomeno di conflitto politico. Perché Ruocco, va ricordato, è presidente della commissione Finanze alla Camera, cioè l’organismo che deve esprimere un parere proprio sulla nomina del presidente Consob.

Se a questo si aggiungono i recenti attacchi alla Consob sferrati dai Cinque stelle, il quadro assume contorni politici ancora più chiari. Si ricordi quando a luglio la struttura indipendente Consob diventava il nemico da abbattere a tutti costi perché esprimeva un parere critico al governo. È evidentemente che con una presidenza vicina ai Cinque stelle tutti i dubbi sull’operato dell’esecutivo spariranno come per magia.

Conflitto politico acclarato, dunque. Quello di Minenna, va detto infine, è un altro tassello che si aggiunge ad altre (oscure) mosse del governo gialloverde. Come, ad  esempio, l’altra polemica sul conflitto di interessi che il premier Conte avrebbe avuto nella vicenda del salvataggio di Carige, vista la sua forte vicinanza con l’avvocato Guido Alpa.

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