Se scompare l’anomalia grillina si torna al bipolarismo

Focus

Verso un nuovo scontro sinistra-destra. L’Abruzzo dice che il M5s perde a favore della Lega ma anche del Pd

Già alle europee ma poi soprattutto alle prossime politiche (fra non molto? lo schema politico-elettorale sarà sostanzialmente bipolare. Sinistra contro destra. Un nuovo centrosinistra contro un destra molto radicale. Dal voto abruzzese vengono alcuni seri indizi in questa direzione. In sede di analisi infatti  il segnale più interessante e nuovo è lo sgocciolamento del consenso grillino soprattutto a destra ma in parte anche a sinistra. Lo spiega bene l’Istituto Cattaneo: “Gli  elettori M5S vengono divisi in quattro categorie: i fedeli, che rinnovano il voto per il proprio partito (sono il 38% a Pescara e il 29 a Teramo). I disillusi, che passano all’astensione (28% a Pescara, 17 a Teramo). I traghettati, che passano al centrodestra (22% a Pescara, il 34 a Teramo). E i pentiti (12% a Pescara e 20 a Teramo), che tornano al centrosinistra. Sono un gruppo più piccolo, ma politicamente significativo”.

È la prima volta che il Pd non cede voti al M5s ma anzi ne intercetta alcuni. Un’inversione di tendenza.

Dello sgocciolamento grillino si vedevano a occhio nudo i presupposti, a partire da un’azione di governo dilettantesca fino al grottesco. E come dice un autorevole “pentito” come Ernesto Galli della Loggia “avere gente così sprovveduta al potere è pericolosa”; mentre la “partitizzazione” del Movimento ha deluso quanti speravano in un’occasione di rinnovamento della politica con tratti di sinistra (Mannoia, Vauro, Marescotti ecc: e vedrete come l’elenco si allungherà!). La reazione di Di Maio (“desaparecido”, titola Huffington Post) è di smarrimento dinanzi a un probabilissimo montare delle polemiche contro lui e quell’altro genio di Di Battista: stanno perdendo il controllo della realtà e forse anche quello dei nervi.

Vedremo se l’anomalia pentastellata sarà presto o tardi riassorbita in una normale dialettica sinistra-destra. E’ possibile, se non addirittura probabile.

Se dunque si tornerà al bipolarismo è evidente che da questa parte bisognerà attrezzarsi e stringersi attorno a un programma di sinistra di governo. In questo senso c’è molto di simbolico nel fatto che poche ore dopo il voto abruzzese che ha riportato in vita il centrosinistra il Pd si sia unito su un punto programmatico importante, il manifesto di Calenda per le Europee: è come se dinanzi alla possibilità di tornare a essere competitivi fosse scattato un riflesso unitario

Questo fatto esemplifica una linea semplice che però, come diceva Brecht a proposito del comunismo, è “difficile a farsi”: trovare un punto di unità del Pd come premessa per costruire qualcosa di più largo. Quest’ultima operazione è ancora più complicata. Perché è chiaro che il “modello Abruzzo” è applicabile in elezioni amministrative nelle quali anche una piccola lista porta qualcosa. E tuttavia c’è tempo per esplorare nuove vie, in vista del big crash delle prossime elezioni politiche, quando l’Italia dovrà scegliere fra un nuovo centrosinistra e una destra dai toni selvaggiamente antichi.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli