I Pentaleghisti attaccano la Francia per distrarci

Focus

Un attacco studiato che serve per conquistare facili consensi

In vista dell’appuntamento delle elezioni europee, il duo Salvini-Di Maio non si fa problemi a sferrare vari attacchi frontali alla Francia. 

Ieri l’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata dal ministero degli Esteri francese in seguito alle ultime dichiarazioni del capo politico M5S, che accusa i vicini d’Oltralpe di alimentare per ragioni economiche i flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo. Fonti del gabinetto del ministro per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, hanno definito le dichiarazioni del vicepremier “inaccettabili e senza motivo”.

E oggi la tensione tra Italia e Francia si arricchisce di un nuovo capitolo: è il turno di Salvini.

“Il problema dei migranti ha tante cause, c’è chi in Africa sottrae ricchezza a quei popoli e a quel continente e la Francia è tra questi”. Intervenendo a Mattino 5 il leader leghista ha aggiunto che in Libia la Francia ha “interessi opposti a quelli italiani” e “non ha alcun interesse a stabilizzare la situazione”. Dunque “ha poco da arrabbiarsi perché ha respinto migliaia di migranti, comprese donne e bambini, alla frontiera. Lezioni di umanità e generosità da Macron non ne prendo”. I migranti, ha ribadito poi il titolare del Viminale, “si salvano, come ha fatto la guardia costiera libica, e si riportano indietro così la gente smetterà di pagare gli scafisti per un viaggio che non ha futuro. Più persone partono più persone muoiono”.

Sulla vicenda è intervenuto il commissario europeo (francese) Pierre Moscovici, secondo il quale “alcune dichiarazioni vengono fatte per uso nazionale, somigliano a provocazioni, perché il contenuto è vuoto o irresponsabile, per cui è preferibile evitare di cedere alla provocazione”. Per Moscovici, “la qualità delle relazioni tra la Francia e l’Italia è importante. Mi auguro che si possa presto superare questa fase conflittuale che trovo negativa e priva di senso. Le provocazioni di solito squalificano chi le fa”.

E in effetti tutto appare come una mossa studiata a tavolino.  Non è un caso che solo qualche giorno fa anche con una diretta Facebook dal posto Di Maio e Di Battista abbiano lanciato la proposta di chiudere la sede dell’Europarlamento a Strasburgo, secondo loro solo una “marchetta per la Francia”.

Il nuovo nemico è stato trovato. E’ colpa della Francia.  La presa sull’elettorato dovrebbe funzionare secondo i calcoli della narrazione pentaleghista. Chissà se riusciranno ad attrarre nuovi consensi con questa strategia? O perlomeno a distrarre tutti dalle misure economiche (e dai loro limiti) messe in campo con il decretone? 

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