Le sgarbate (e infondate) accuse di Di Maio a Padoan

Focus

L’Unione europea considera incerto il nostro quadro politico, com’è ovvio. Ma il leader grillino vorrebbe nasconderlo ai cittadini italiani e accusa il nostro ministro dell’Economia per aver riportato il pensiero della Commissione

In attesa di un nuovo governo che uscirà (forse?) dal voto del 4 marzo, le questioni economiche da affrontare nell’immediato non sono poche, dal Def alla manovra correttiva. E le scadenze incombono.
Si tratta di un quadro complicato se si considerano tutti gli sviluppi politici, i quali ancora non fanno scorgere all’orizzonte la formazione di un nuovo esecutivo: dentro le mura del Quirinale si stanno accavallando varie ipotesi e le decisioni di Sergio Mattarella rimangono tutt’oggi un’incognita.

È chiaro dunque che in un momento del genere tutti gli osservatori internazionali fanno fatica a vedere un quadro stabile contornato da una cornice di certezza politica.
Sembrano facili considerazioni, forse anche troppo banali. Ma non per Luigi Di Maio, a quanto pare, che ieri ha rivolto volgari accuse politiche (“avvelena i pozzi”) al ministro Pier Carlo Padoan, reo semplicemente di aver riportato il pensiero dell’intera Ue nei confronti del nostro Paese. “Tutti mi hanno chiesto cosa succede in Italia e la risposta è stata non lo so”, ha semplicemente detto Padoan sottolineando che è stato lo stesso commissario Moscovici a citare l’Italia come elemento di incertezza della zona euro.
Durante le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin a Bruxelles si è infatti molto parlato dell’incertezza che pesa sull’Italia e sul futuro della nostra economia. E il ministro non ha fatto altro che descrivere ai suoi colleghi le ipotesi sul tappeto sul futuro dell’assetto istituzionale, con tanto di distribuzione dei voti e degli scenari possibili più o meno ragionevoli.

Ma per il leader grillino le parole di Padoan sono state soltanto una provocazione: “È stato molto irresponsabile a trascinare in politica le questioni tra Italia e Bruxelles”. “Come dire, vado all’opposizione e avveleno i pozzi”. Parole a cui si è aggiunto oggi lo sgarbato commento del responsabile economico della Lega, Armando Siri: “Padoan fa terrorismo aggratis. Non so da cosa venga questa cosa”.

Ma la domanda che ci si dovrebbe porre è: perché un ministro dovrebbe nascondere ai cittadini italiani l’opinione dei suoi colleghi europei? Non sarebbe certo un comportamento di responsabilità e trasparenza. A meno che si voglia usare il concetto di trasparenza soltanto quando fa più comodo.
Padoan dovrebbe essere piuttosto ringraziato per le politiche economiche messe in campo, non insultato.
Tutti i dati macroeconomici sono migliorati dal 2014 e, soprattutto, il ministro ha conquistato la stima di tutta la comunità economica internazionale.

Stima che, purtroppo, potrebbe venire meno se alla fine si dovesse formare un esecutivo guidato da forze politiche che in campagna elettorale hanno promesso misure da decine e decine di miliardi. Forze che spesso e volentieri hanno ostentato politiche anti-europee. Tutto questo Di Maio lo sa, non faccia finta di nulla.

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