“Mai più fascismi e razzismi”, sabato Macerata scende in piazza

Focus

Sabato 10 febbraio in piazza. Per Luca Traini l’accusa è di strage con finalità di razzismo

Sono 11 i migranti vittime della caccia attuata da Luca Traini sabato mattina per le vie di Macerata. All’uomo, accusato di strage aggravata dalla finalità di razzismo, la procura guidata da Giovanni Giorgio contesta non solo il ferimento dei sei immigrati di colore che sono stati ricoverati negli ospedali ma, anche, di aver sparato verso altri tre migranti che non sono stati colpiti e verso due persone che, dopo aver richiesto l’intervento dei sanitari, non si sono fatte trovare, probabilmente perché non avevano i documenti in regola.

Le prime dichiarazioni

Il procuratore di Macerata, giovanni Giorgio, ha spiegato che dietro il gesto di Traini ci sarebbe stato un coinvolgimento del fermato nella storia che ha riguardato la povera Pamela, la ragazza di Roma barbaramente uccisa. Ma il giovane, ex candidato della Lega, aveva in mente un altro piano inizialmente: Traini voleva infatti andare in tribunale e uccidere Innocent Oseghale, il presunto assassino della ragazza, ma all’ultimo avrebbe cambiato idea e avrebbe cominciato a sparare contro ogni persona di colore incontrata lungo la strada.

“Sono rimasto sconvolto dalle modalità brutali con le quali è stata uccisa Pamela – ha raccontato l’uomo – e così ho deciso di fare un’azione personale. Volevo andare in tribunale e fare giustizia, volevo colpire il nigeriano ma poi ho cambiato idea“. Giorgio ha anche spiegato che durante la caccia all’uomo, Traini ha sparato verso la sede del Pd e verso alcuni esercizi commerciali. Negozi che, ha detto agli investigatori, o erano frequentati da immigrati o erano luoghi dove si spacciava droga. Prima di arrendersi, inoltre, il ventottenne è andato nel luogo dove sono state ritrovate le valigie con i resti della ragazza: lì ha pregato, ha lasciato una scatola di proiettili vuota e una sorta di cero votivo di Mussolini. “Volevo vendicare Pamela e fare qualcosa contro l’immigrazione, perché il fenomeno dell’immigrazione clandestina va stroncata” ha detto ancora Traini.

Poi è andato in piazza Vittoria e si è fatto arrestare sulla scalinata del monumento ai caduti. “Quando è stato arrestato – ha detto Giorgio – la pistola per il folle gesto era in macchina e dunque dobbiamo ritenere che avesse completato il suo originario progetto”.

La procura di Macerata formalizzerà oggi le richieste di convalida dell’arresto al Gip nei confronti dell’uomo e molto probabilmente domani ci sarà l’interrogatorio per la convalida dell’arresto.

Una manifestazione contro ogni razzismo e fascismo

L’Anpi ha organizzato per sabato prossimo a Macerata la “manifestazione nazionale contro il razzismo e il fascismo”  “E’ ora di dire basta. Il 10 febbraio a Macerata associazioni, partiti, sindacati, movimenti democratici si troveranno insieme per dire no a tutti i fascismi e razzismi. Quello che è accaduto sabato è un fatto di una gravità inaudita”, è scritto nell’invito alla manifestazione. “Le Istituzioni – scrive ancora l’Anpi- assumano immediatamente provvedimenti e la condanna sia unanime da parte di tutti. E’ intollerabile il giustificazionismo di queste ore che addirittura imputa alle vittime la colpa dell’accaduto. Invitiamo caldamente l’Italia antifascista e democratica a scendere in piazza il 10 febbraio a Macerata per costruire tutti insieme una rinnovata stagione di impegno per la libertà, la solidarietà e la convivenza civile: la Costituzione non si calpesta, si attua“.

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