La meglio Europa

Focus

Macron loda Gentiloni. Il futuro dell’Unione passa (anche) per Roma

L’Europa migliore oggi è a Roma. Ed ha il volto di Emmanuel Macron e Paolo Gentiloni che hanno gettato le basi per la nascita del cosiddetto “Trattato del Quirinale”, un patto politico-diplomatico che rafforzerà i rapporti tra Roma e Parigi, nell’ottica di un rinnovato protagonismo dei due Paesi nel processo di integrazione europea.

Il presidente francese ha usato parole al miele per descrivere l’operato del presidente del Consiglio: “L’Italia entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Paolo Gentiloni, la sua azione in Italia e in Europa con la presidenza del G7 e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno consentito di avviare una nuova dinamica a livello europeo. Spetterà al popolo italiano decidere ma consentitemi di dire che l’Europa ha avuto molta fortuna ad avere Paolo Gentiloni in questo periodo nella sua funzione e mi auguro che possiamo continuare questo lavoro positivo. Un’Europa positiva è buona per l’Italia e un’Italia che crede all’Europa è buona per l’Europa”.

Parole che ci dicono sostanzialmente tre cose.

La prima è che l’Europa non può fare a meno dell’Italia. Lo ha ribadito lo stesso Macron, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Una premessa: non esiste alcuna speranza di un rilancio del processo di integrazione senza un accordo tra Parigi e Berlino. Per ragioni storiche, politiche, economiche e sociali. E’ sull’asse franco-tedesco che è nata l’Unione Europea e solo su quell’asse può svilupparsi. Lo ha detto chiaramente, senza ipocrisie di facciata, lo stesso presidente francese. Ma in questo scenario il ruolo dell’Italia è fondamentale. Senza una collaborazione fattiva e strutturata di Roma, il processo può anche andare avanti ma non porterà ai risultati sperati. Può far nascere altre istituzioni, rafforzare altri rapporti. Ma l’Europa, per come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, non può pensarsi senza l’Italia. “Lo dico chiaramente – ha detto Macron – quando Francia e Germania non si mettono d’accordo l’Ue non può avanzare. E quando la Francia ha cercato di accordarsi con altri, abbiamo solo perso tempo. Il rapporto con l’Italia ha un’altra storia, legami culturali specifici, un carattere particolare, un’amicizia speciale che facciamo vivere giorno dopo giorno. E’ complementare con il rapporto franco-tedesco, ma altrettanto fondamentale”.

La seconda cosa è che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, Macron è preoccupato per l’esito delle elezioni in Italia. Se dalle urne uscirà una maggioranza euroscettica sarà un problema. E la strada per l’avanzata dell’Europa potrebbe complicarsi. Quando elogia l’operato di Gentiloni, il capo dell’Eliseo manda un messaggio chiaro, che è più di un auspicio. Il prossimo governo italiano dovrà proseguire nel solco europeista tracciato prima da Renzi e poi proprio da Gentiloni che, come suo stile, senza clamore, ha lavorato alacremente negli ultimi mesi per favorire un clima positivo intorno all’idea di Europa.

Il terzo aspetto riguarda il ruolo dello stesso Gentiloni, non solo per ciò che ha fatto in questo ultimo anno ma per quello che sta continuando e, forse, può continuare a fare. Un’iniziativa come quella del “Trattato del Quirinale”, che si andrà concretizzando nel 2018, non è né una mossa elettorale né, tanto meno, l’azione di un uomo politico che si sente arrivato al capolinea. Con questo patto (“che tra qualche anno giudicheremo come un accordo storico”, ha detto Gentiloni), il premier lancia un messaggio chiaro anche al dibattito politico di casa nostra: comunque vadano le elezioni, abbiamo cominciato a tracciare il percorso che l’Italia dovrà seguire nei prossimi anni. Fuori da questo percorso, il nostro Paese rischia di farsi molto male. Gentiloni ha fatto capire che non c’è alcuna volontà di lasciare l’Italia nelle mani di chi un giorno sì e un giorno no minaccia di uscire dall’Unione o di chi, con il proprio operato, ha messo a rischio la nostra stessa permanenza nel mercato comune.

Per questo, quella di Macron e Gentiloni non è solo la foto di due leader. E’ il simbolo di un’Europa che non si arrende alle devastanti pulsioni populiste, che crede nel futuro e non solo nel passato. Che guarda avanti e non ha alcuna intenzione di fermarsi davanti all’avanzata di forze che vogliono farla saltare per aria. Gentiloni e Macron, oggi, sono la meglio Europa.


Macron visita la Domus Aurea, Gentiloni gli fa da guida in perfetto francese

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli