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Ribaltata la sentenza: l’associazione mafiosa c’è stata. Pene ridotte a Buzzi e Carminati

La mafia c’è stata: è quanto ha stabilito, ribaltando la sentenza del primo grado, la terza corte di appello di Roma, presieduta da Claudio Tortora. È stata riconosciuta l’associazione mafiosa nell’ambito del processo al Mondo di Mezzo.

Pur tornando l’accusa di associazione mafiosa, sono state ridotte le condanne per Massimo Carminati e Salvatore Buzzi nell’ambito del processo al Mondo di Mezzo. Per l’ex Nar ridotta la pena da 20 anni del primo grado ai 14 anni e sei mesi inflitti oggi. Per il ras delle coop romane dai 19 anni ai 18 e 4 mesi di oggi.

Sono, inoltre, due i patteggiamenti e otto le assoluzioni. In particolare Luca Odevaine, ex componente del tavolo sull’immigrazione, ha patteggiato una pena complessiva a 5 anni e 2 mesi. Claudio Turella, ex funzionario del Comune di Roma, ha concordato una pena a 6 anni per corruzione. I giudici hanno, invece assolto Stefano Bravo, Pierino Chiaravalle, Giuseppe Ietto, Sergio Menichelli, Daniele Pulcini, Nadia Cerrito, Rocco Ruotolo e Salvatore Ruggiero.

A luglio del 2017 i giudici di primo grado avevano escluso l’aggravante mafiosa per tutte le persone coinvolte dall’inchiesta, riconoscendo invece la corruzione e l’esistenza di due gruppi criminali. Per questo Massimo Carminati e Salvatore Buzzi erano stati condannati a 20 e 19 anni di reclusione in una sentenza che ha riguardato altre 44 persone, tra cui politici e uomini dell’amministrazione. Una sentenza storica in cui sono state inflitte pene pesanti proprio per gli episodi di corruzione con condanne, in alcuni casi, superiori alle richieste della Procura.

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