Migliaia in piazza a Padova. Oggi è la capitale della lotta contro le mafie

Focus

Mattarella: “Per ciascuno di noi la memoria è una spinta all’impegno fattivo per costruire una cultura della legalità e trasmettere anzitutto ai giovani i valori di solidarietà, di non violenza, di rispetto della persona e dei suoi inviolabili diritti” 

Sono tanti, tantissimi. Migliaia di persone stanno prendendo parte al corteo organizzato a Padova da “Libera” e da “Avviso Pubblico”. Un corteo simbolico e innovativo. Quest’anno infatti il Giorno della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si svolge a Padova nel nord- est del nostro Bel Paese. Perché la mafia esiste anche nel nord Italia e dobbiamo lottare per creare un movimento che la mafia la combatte consapevolmente ogni giorno. E’ questa la sfida di Don Luigi Ciotti, in prima linea, come sempre.

“Quello della mafia è un problema trasversale in tutto il nostro Paese – dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera – e mai come in questo momento abbiamo nuove dimensioni con il progressivo allargamento del raggio d’azione; le mafie hanno profili organizzativi più flessibili, reticolari, sono loro che costruiscono rete; ma, soprattutto, la dimensione più preoccupante è la mafia come promozione di relazioni e di complicità con attori della cosiddetta area grigia, intesa come lo spazio relazionale al confine tra la sfera legale e quella illegale”. Sull’importanza della memoria delle vittime e dell’impegno nella lotta alla criminalità, don Ciotti aggiunge: “Abbiamo un debito di riconoscenza e di responsabilità con chi è stato assassinato, con chi è rimasto solo. Non dobbiamo dimenticare che sono morti, ma i loro sogni e le loro speranze devono camminare sulle nostre gambe; quindi la nostra è una memoria viva, che ci sfida tutti alla responsabilità e a un maggiore impegno”.

In testa al corteo i familiari delle vittime di Mafia, con le loro foto in mano; dietro di loro il prefetto Renato Franceschelli, il sindaco Sergio Giordani, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.

Oltre a Padova, sono migliaia i luoghi e le piazze in Italia e nel mondo in cui si svolge la manifestazione, con momenti di riflessione e di approfondimento.

Tra i partecipanti, anche l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e Maurizio Landini, segretario della Cgil. Dagli altoparlanti vengono scanditi i nomi delle vittime innocenti di Mafia per no dimenticare mai il loro sacrificio. Il corteo si concluderà in Prato della Valle con l’intervento di don Ciotti.

Il messaggio di Mattarella

“Vogliamo liberare la società dalle mafie. È un traguardo doveroso e possibile, che richiede a tutti impegno, coerenza, piena coscienza delle nostre responsabilità di cittadini”. Lo dice il presidente della Repubblica, “per questo- aggiunge- è importante la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra ogni anno all’inizio della primavera e che porterà anche quest’anno, a Padova e in numerose altre città italiane, tante persone, associazioni, comunità ad esprimere il bisogno di verità e giustizia, insieme al rifiuto delle violenze e delle oppressioni criminali. Agli organizzatori e ai partecipanti desidero esprimere la mia vicinanza e il mio incoraggiamento a proseguire nella testimonianza di quei valori civili che soli possono consentire uno sviluppo del benessere e della società”. “Pronunciare uno a uno tutti i nomi di coloro i quali sono stati uccisi dalle mafie- ricorda il Capo dello stato- e’ anzitutto un atto di rispetto e di dignità. Quella dignità che le consorterie criminali volevano calpestare deve restare indelebile nella memoria della nostra comunità. Ma scandire quei nomi – purtroppo tanti, troppi – è anche un atto di dignità che vale per ciascuno di noi. Ricordiamo persone che hanno pagato con la vita la dedizione al bene comune, il rispetto per la legalità, la ribellione alla sopraffazione criminale, la fedeltà a quei principi di umanità che le mafie negano con la loro stessa esistenza: rendere loro onore è un segno di libertà a cui sentiamo di non poter rinunciare, se non al prezzo di una grave ferita alla nostra coscienza”.

“La memoria incalza le domande di verità, purtroppo in molti casi ancora oscurata- dice ancora Mattarella-. Le istituzioni pubbliche sono chiamate a fare la loro parte, avendo davanti numerosi esempi di valorosi servitori dello Stato e dei loro sacrifici. Ma per ciascuno di noi la memoria è una spinta all’impegno fattivo per costruire una cultura della legalità e trasmettere anzitutto ai giovani i valori di solidarietà, di non violenza, di rispetto della persona e dei suoi inviolabili diritti”.

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