Migliaia in piazza contro le mafie. Mattarella: “Facciamo memoria insieme”

Focus

Tanti giovani e giovanissimi al corteo nella città di Foggia nella giornata organizzata da Libera che ricorda tutte le vittime innocenti di mafia

“Nella Giornata dell’Impegno e della Memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, desidero riaffermare la mia vicinanza a quanti, con passione civile e profondo senso di solidarietà, sono riuniti a Foggia e in tante altre città per testimoniare come il cuore dell’Italia sia con chi cerca verità e giustizia, con chi rifiuta la violenza e l’intimidazione, con chi vuole costruire una vita sociale libera dal giogo criminale”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai tanti giovani scesi nelle strade di Foggia per celebrare tutte le vittime di mafia.

I nomi – tutti i nomi – di coloro che sono stati uccisi dalle mafie suoneranno, ancora una volta, come monito alle coscienze di tutti – sottolinea -. Fare memoria è un’opera irrinunciabile della comunità, esprime rispetto alle vite spezzate dal ricatto degli assassini, o dalla loro strategia di dominio. Ci fa chinare la testa davanti alla sofferenza indicibile dei familiari, manifesta il nostro legame sociale e, con esso, le radici di quei valori di civiltà e di umanità che la violenza mafiosa cerca di cancellare”. “Ripetere quei nomi costituisce anche un impegno. Per lo Stato e le sue Istituzioni, anzitutto, che sono chiamati a contrastare con sempre crescente energia le organizzazioni mafiose vecchie e nuove”. “La giornata di oggi – ha scritto ancora Mattarella-  trasmette speranza e guarda al futuro, mentre richiama la nostra responsabilità collettiva verso chi ha pagato con la vita quella violenza criminale che è rivolta contro ciascuno di noi e contro i nostri stessi figli. Dobbiamo costruire insieme una società senza le mafie, senza il loro disonore, senza l’infamia della loro sopraffazione“.

Che si tratti di una giornata importante e speciale, ne è convinto anche don Luigi Ciotti: “Qui piove ma oggi c’è lo stesso la primavera: ci sono migliaia e migliaia di giovani, adulti e associazioni che stanno camminando insieme”. Per il fondatore di Libera l’impegno contro le mafie deve essere quotidiano, è necessario “scrivere nelle nostre coscienze tre parole: la prima è continuità, la seconda è la condivisione perché è il noi che vince, la terza è la corresponsabilità, cioè il chiedere alle istituzioni che facciano la loro parte, e se non la fanno dobbiamo essere una spina per chiedere conto”. “Il cambiamento – ha rilevato Don Ciotti – ha bisogno di tutti. Noi lo chiediamo alla politica, alle istituzioni, ma dobbiamo chiederlo anche a noi come cittadini: abbiamo bisogno di cittadini responsabili – ha concluso – non di cittadini a intermittenza a seconda delle emozioni e dei momenti”.

A partecipare alla marcia anche il reggente del Pd Martina: “Siamo qui per dire chiaramente che la nostra battaglia per la legalità, contro le mafie, contro ogni tipo di organizzazione criminale, va combattuta ogni giorno. Questo è il giorno della memoria, quindi innanzitutto il giorno del ricordo, della testimonianza. Però deve essere anche il giorno del riscatto e quindi dell’impegno”.

Perché si celebra proprio oggi la Giornata della Memoria?

Promossa dal MIUR dal 1996 in collaborazione con l’associazione ‘Libera’ è rivolta anzitutto alle scuole di ogni ordine e grado. Non c’è un motivo specifico per cui è stata scelta questa data: forse è semplicemente perché, essendo il primo giorno di primavera, si sposa con una giornata di rinascita.

Ogni anno si sceglie una città diversa. Quest’anno tocca a Foggia; il motivo lo spiega direttamente Libera: “Libera va a Foggia perché quella terra ha bisogno di essere raccontata. Libera va a Foggia perché le mafie del foggiano sono organizzazioni criminali molto pericolose che facciamo una tragica fatica a leggere. Perché, malgrado l’evidenza, la percezione della cittadinanza è ancora bassa. Una mafia, quella foggiana, così invasiva da spaventare. Le mafie foggiane sparano mentre le altre mafie non sparano più. Le mafie foggiane, tutte le mafie foggiane, mantengono la loro evidenza violenta laddove le altre mafie impongono il silenzio. Foggia è una città sotto attacco. La Capitanata è una provincia sotto attacco”.

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