Però Giovanna io me la ricordo

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Maria Giovanna Maglie codurrà una striscia dopo il Tg1, una scelta sbagliata affidarla a una partigiana: un segno della salvinizzazione di viale Mazzini

Doveva essere il 1979 quando conobbi Maria Giovanna Maglie, io ero studente e lei cronista dell’Unità a seguire i problemi della scuola. Se oggi parliamo di Giovanna Maglie capite tutti perché: la notizia è che lei condurrà (a meno che la cosa non salti, ci sono polemiche in corso) una striscia quotidiana di pochi minuti dopo il Tg1, una vetrina extralusso per una giornalista che ha la partigianeria nel dna, partigianeria sempre esibita, da comunista a craxiana a berlusconiana a salviniana: e questo è ok.

Giovanna la ricordo sempre di una combattività persino esagerata, fra pellicce e champagne e letture e feste, una corsa fra aerei e taxi e tanti soldi buttati dalla finestra (il famoso contenzioso con la Rai), poi anni di relativo silenzio, il Giornale, Dagospia, sempre fallaciana un po’ dei poveri ma sempre votata alla missione di far fuori i comunisti. La definirei una della destra americana (l’idolo attuale è Trump, ma il dio è Reagan), alla quale la destra italiana sta come Apicella a Leonard Cohen, ed è forse per questo che Giovanna non è mai scesa direttamente in politica ma ha continuato a fare telefonate a mezzo mondo per meglio affilare il suo stiletto reazionario.

L’ultima volta che l’ho vista, a un concerto jazz, mi ha chiesto se ero ancora comunista (poco importa che fosse 25 anni dopo la fine del Pci) ma in due parole le spiegai che la cosa era un po’ più complessa. Avrà pensato ugualmente che fossi ancora comunista. Perché una come lei il mondo lo divide in due, peccatori e santi. Una visione del mondo che dribbla le complessità e che fa sconfinare la politica con l’ascesi. E non aiuta a capire.

Già, non è una bella idea farle fare l’approfondimento dopo il Tg1, ed è preoccupante questa salvinizzazione della Rai (ci dispiace per Di Maio, sempre più un mesto usciere), servirebbe più equilibrio eccetera eccetera, parole che i nuovi boss della Rai (anche quelli che erano comunisti come la direttrice della ReteUno) non intendono. Già, l’informazione della Rai (Tg1e Tg2, una bella gara a chi bacia meglio la pantofola gialloverde) comincia a fare davvero paura. C’è da chiedersi  come andrà la striscia salviniana dopo il Tg1, quella che un millennio fa era condotta da Enzo Biagi. Però Giovanna io me la ricordo, e sul fatto che ora giganteggi lei alla Rai non c’è nulla da capire.

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