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Salvini abbandoni la propaganda e utilizzi la legge contro il caporalato che c’è già

Hanno lasciato addosso a tutti noi una tristezza e un dolore indecifrabili le morti dei braccianti in Puglia. Un’ingiustizia consumata due volte, sempre sugli ultimi. Immaginiamo i loro viaggi della fortuna dai paesi d’origine, l’arrivo in quei campi di pomodori e poi, stipati gli uni accanto agli altri, la fine di tutto. Quei ragazzi, sfiancati da ore e ore sotto il sole per pochi euro, costretti a sopravvivere in condizioni di estremo disagio e poi riversi senza vita sulla strada, lasciano un noi un’immagine fortissima, che chiama in causa le nostre coscienze e ci obbliga a immedesimarci, ad andare oltre un sentimento di umana pietà e percorrere le strade della soluzioni, dell’operosità e delle azioni.

Ecco perché ci auguriamo che la visita del ministro Salvini a Foggia lo abbia portato a miti consigli su un tema delicatissimo qual è quello dell’accoglienza e dell’integrazione e del contrasto allo sfruttamento. Ci auguriamo, ancora, che abbia inciso nelle istituzioni che oggi rappresenta e lasciato una traccia di umanità e indignazione. Ha potuto toccare con mano il dramma della nuova schiavitù, del lavoro nero che vale più delle vite umane.

Il mondo è cambiato tutto ma nelle campagne ci sono sempre loro, i caporali, spesso in odor di mafia, aguzzini di vite umane. E oggi i nuovi oppressi hanno un colore della pelle diverso, ma sempre oppressi sono. Oggi come 50 anni fa. Oggi come negli anni ’60 e ’70, quando ad arare i latifondi, sfiancati dalla fatica e dallo sfruttamento c’erano i contadini calabresi. Oggi in Puglia e ieri nelle miniere del Belgio, dove tanti emigrati italiani hanno perso la vita lavorando sotto metri di terra.

Per cui, ministro Salvini, abbandoni la propaganda e la frenesia social e faccia tesoro di questa giornata densa di dolore e di tristezza ed elabori soluzioni legislative e organizzative efficaci soprattutto sul piano preventivo. Per non rivedere più quegli stracci intrisi di sudore e sangue sull’asfalto. Utilizzi e perfezioni la già ottima legge contro il caporalato, che con lungimiranza e coraggio è stata varata dal governo precedente, introducendo una serie di strumenti operativi e legislativi per stanare gli sfruttatori. L’Italia tutta si augura che la tragedia di Foggia non accada più e finalmente questi uomini e queste donne possano ritrovare la loro dignità.

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