Di Maio e Salvini fuori controllo, provano ad infilarsi il gilet giallo

Focus

Il leader del Movimento 5 Stelle prova a distrarre l’opinione pubblica dai suoi fallimenti, garantendo appoggio incondizionato alla protesta francese

L’operazione è diventata ormai un classico della comunicazione a Cinque Stelle, messa a punto ben prima della presa del potere seguita alle ultime elezioni. Quando il movimento è in crisi, lancia operazioni di distrazione di massa volte a distogliere l’attenzione dalle questioni critiche e spostarla su altro. L’espediente è sempre lo stesso: spararla grossa. Anche il canale attraverso cui viene lanciata la “bomba mediatica” è quasi sempre lo stesso, il Blog della Stelle.

E così, in crisi di consenso e di credibilità, stretto tra i disastrosi dati economici, gli annunci del reddito e delle pensioni di cittadinanza ridotti a mancette riservate a pochi privilegiati, le accuse di incoerenza su Ilva, Tap e trivelle, Luigi Di Maio scrive un lungo post in cui annuncia il suo incondizionato appoggio ai gilet gialli francesi: “Non mollate! Sappiamo cosa anima il vostro spirito”, scrive il vicepremier. Che non perde occasione di attaccare “il governo di Macron” che “non si sta rivelando all’altezza”, di decantare le gesta dell’esecutivo italiano, di condire il tutto con qualche frase fatta sul mitico “popolo” e sulle “lobby”, per poi arrivare ad offrire l’appoggio logistico della piattaforma di Casaleggio, Rousseau, e a prefigurare una sorta di alleanza europea ispirata al concetto di “democrazia diretta”. Slogan triti e ritriti, come quelli pronunciati sulle piste da sci dolomitiche insieme al compagno Di Battista, reduce dalla ricca campagna latinoamericana, ed ora impegnato a ricondurre l’amico Luigi sulla retta via del qualunquismo.

Frasi che hanno costretto Matteo Salvini, in pausa tra un comizio elettorale, un insulto al Pd, un selfie e una diffida da parte del sindacato dei Vigili del Fuoco, a prendere le distanze: “Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno”.

La sostanza non cambia. Pur di continuare nella loro azione propagandistica in vista delle elezioni europee, che potrebbero portare alla fine dell’esperienza di governo peggiore della storia repubblicana, Di Maio e Salvini sono disposti anche a mettere a rischio le relazioni internazionali con un Paese confinante, secondo partner commerciale dell’Italia, membro dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, storico amico del nostro Paese. Il fatto che parte dei gilet gialli – tra cui sicuramente militano anche persone per bene e animate da propositi non violenti – abbia messo a ferro e fuoco a più riprese Parigi e le altre città francesi, malmenato forze dell’ordine, tentato di sfondare la porta di un ministero con una scavatrice, è evidentemente poco importante per i leader del governo italiano.  Molto meglio provare a cavalcare strumentalmente (e con un’incoerenza pazzesca) la protesta generalizzata.

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