Di Maio con Salvini, il M5s diventa una corrente della Lega

Focus

Un vertice che non ha deciso nulla di concreto ma da cui emerge la sintonia dei due vice contro il premier. E’ iniziata una lunghissima campagna elettorale

Dal vertice di ieri sera fra Conte, Salvini e Di Maio non è emerso alcunché di concreto su come il governo intenda affrontare il tema dell’isolamento italiano in Europa e tantomeno su come affrontare una nuova fase della crisi economica testimoniata da ultimo dai dati negativi della produzione industriale.

Dal punto di vista politico, ne è scaturita l’immagine (non si sa quanto abilmente pilotata dagli spin doctor) di un premier isolato e messo alle strette da Salvini, ormai vero conducator dell’esecutivo. La novità è che un Di Maio ormai molto indebolito nel Paese e nel suo partito si è acconciato a reggere la scala dell’ex avversario leghista.

La linea scelta da quest’ultimo non si capisce bene dove conduca. Pare un atteggiamento guascone, sullo stile del “me ne frego” (in questo caso dell’Europa), e addirittura irridente Conte, Tria, Moavero – il partito dei “responsabili” che per lui “ricalca le gesta di Mario Monti”. E’ una posizione sfascista che concretamente non può essere praticata, giacché anche i sassi sanno che con l’Europa bisognerà trattare, soprattutto in costanza di una possibile procedura d’infrazione. Non è tempo di alzate di spalle né tantomeno di gestacci.

L’impressione dunque è duplice. Da una parte, che Salvini e Di Maio abbiano iniziato con i toni muscolari una lunghissima campagna elettorale. Dall’altra, che il M5s ieri sia diventato la corrente “movimentista” della Lega. In ambedue i casi, c’è da essere molto preoccupati per il Paese.

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