Di Maio si è accorto che l’ultradestra è pericolosa. Troppo tardi

Focus

Il vicepremier, come ormai ci ha abituato a fare, annusa l’aria e prova ad intraprendere strade nuove

“Quando volevamo fare quota 41 in legge di Bilancio, sono stati proprio i Paesi dell’ultradestra, dell’Est Europa a dirci che non potevamo farlo perché dovevamo rispettare i parametri dell’austherity e quindi abbiamo potuto fare solo quota 100. Non vogliono bene all’Italia. E se non vogliono bene all’Italia, non ne abbiamo bisogno”. Parole e musica del vicepremier Luigi Di Maio, folgorato sulla via di Damasco (o meglio, di Bruxelles).

E così, mentre oggi si dice “preoccupato” dalla possibile ascesa dell’estremismo di destra e chiede a Salvini di abbassare i toni, ieri tutti questi problemi non se li faceva. Sono i miracoli della campagna elettorale. Per cui il leder di un movimento che si professava “né di destra, né di sinistra”, scopre che deve marcare la differenza con il suo alleato-rivale – sempre più schiacciato su posizione estreme, in Italia e in Europa – e che deve coprirsi a sinistra dal ritorno della coscienza civica che sta interessando tutto il Paese.

Eppure era proprio Luigi Di Maio che, solo pochi mesi fa, sdoganava la vergognosa espressione di “taxi del Mediterraneo” rivolta alle ong che salvano le vite in mare. Era lo stesso Luigi Di Maio che spiegava come il nostro Paese avesse “importato il 40% dei criminali rumeni“. Sempre quel Luigi Di Maio a capo di un movimento politico che in Europa si è alleato con gli estremisti anti-Europa e anti-migranti di Nigel Farage e che, recentemente, con il suo compare Alessandro Di Battista, è volato a Parigi a lisciare il pelo a Christophe Chalençon, sedicente leader dei gilet gialli e finito nel mirino per posizioni molto a destra, accusato di islamofobia.

Lo stesso Di Maio che sull’Europa e sull’euro ha cambiato almeno dieci posizioni, oggi predica moderazione. Che dice di stare “con i partigiani” e storce il naso se la “sua” sindaca Virginia Raggi (in uno dei pochi slanci positivi della sua disastrosa gestione di Roma) affronta gli estremisti di CasaPound e Forza Nuova per ribadire che, fino a prova contraria, viviamo ancora in uno Stato di diritto.

Oggi Di Maio è preoccupato per l’ascesa dell’ultradestra. Troppo tardi, l’ultradestra è al governo con lei, caro ministro. E grazie a lei e a tutto il Movimento 5 Stelle, ha potuto chiudere porti, approvare decreti assurdi e liberticidi, mettere gli ultimissimi nel mirino della vostra propaganda.

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