Di Maio sul viale del tramonto

Focus

La responsabilità della perdita del tesoretto di voti del Movimento per i vertici grillini è del vicepremier

“L’M5s è vivo e vegeto e per il governo non cambia nulla”, assicura Luigi Di Maio. “Andremo avanti cinque anni” gli fa eco Matteo Salvini. Giuseppe Conte sottoscrive: “Il mio governo non cadrà, né ora né dopo le Europee”. Ma la verità è che il  voto della Sardegna, come e più di quello abruzzese, ha segnato  un tangibile cambio di passo. E colui che ne soffre maggiormente è proprio Luigi Di Maio, capo politico dei Cinquestelle che dal 42  per cento delle politiche di appena dodici mesi fa è passato all’agghiacciante 11 per cento. La responsabilità della perdita del tesoretto di voti del Movimento per i vertici grillini è proprio sua.

Il giovane vicepremier è sempre più isolato e indebolito nella guida dei pentastellati. Non c’è statuto che tenga: la sua linea politica non sta reggendo, non c’è dialogo e democrazia interna, la piattaforma Rousseau e il mito della democrazia digitale non convince più, le piogge di like non risolvono i problemi e i grillini di governo somigliano sempre di più alla tanto vituperata casta.

Inoltre il reddito di cittadinanza, marchio distintivo del Movimento Cinquestelle è fuor di dubbio un arma depotenziata. E gli elettori cominciano a rendersi conto che non è lo strumento giusto per “eliminare la povertà” o ridurre le diseguaglianze.

Insomma la luna di miele con gli elettori è finita. In questo quadro la TAV può rappresentare l’altra grana da  cui salvarsi.  L’alta velocità tra Torino e Lione è una delle battaglie storiche ed identitarie del Movimento. Un eventuale cedimento alla Lega su questo fronte potrebbe far scoppiare la resa dei conti dentro il Movimento. Ma  il no alla TAV farebbe perdere voti al M5s nelle regioni del Nord.

E in seno al Movimento rischiano di accentuarsi le divisioni già profonde tra la componente governativa e quella intransigente, rappresentata dal presidente della Camera Roberto Fico. Per Di Maio, comunque vada, non si mette per niente bene.

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