Alex, la propaganda di Salvini sulla pelle dei più deboli

Focus

Malta prenderà i 54 migranti, e in Italia ne arriveranno 55 da La Valletta

Oggi è andata in scena l’ennesimo braccio di ferro ai danni dei più deboli. Ancora una volta una cinquantina di naufraghi diventano oggetto della propaganda populista del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che assume sempre più i contorni di una vera e propria sfida alla politica dei porti chiusi. Una battaglia che spesso, però, si traduce in una commedia dal sapore tutto demagogico.

Come accaduto oggi, ad esempio, quando è emersa in tutta la sua evidenza la propaganda salviniana. Accade così che il ministro dell’Interno dice no allo sbarco di 54 migranti in panne, sottolineando come invece debbano sbarcare a Malta. La stessa Valletta si era detta disponibile ad accogliere quei migranti. Ma Malta ha posto una condizione (accettata da Salvini senza alcuna esitazione), ovvero accogliere quei migranti in difficoltà a patto che Roma ne riceva altrettanti da Malta, per lasciare invariata la pressione dell’accoglienza sull’isola. In pratica un gioco delle tre carte.

Ma soprattutto il fatto assume contorni paradossali visto che la barca è ferma a poche miglia di distanza da Lampedusa. Per trasportare quei migranti fino a Malta, dovranno quindi intervenire le navi italiane della marina militare.

Il risultato di questa farsa? Salvini può esultare dicendo di aver vinto la sua battaglia contro le ong, continuando a strombazzare il blocco degli sbarchi (“in Italia non sbarca nessuno”), ma l’effetto dell’accordo odierno è che il numero dei migranti in Italia rimane lo stesso. Anzi, a dirla tutta continua ad aumentare. Perché mentre il leader della Lega porta avanti la sua linea, sperando di accaparrare qualche voto, i migranti continuano ad arrivare (senza i riflettori dell’opinione pubblica in barconi che non sono proprietà di Ong). Solo nella nottata appena trascorsa, ci sono stati due sbarchi a Lampedusa: in serata le motovedette della guardia di finanza e della capitaneria hanno recuperato 55 persone; e intorno a mezzanotte è approdato direttamente in porto l’ennesimo barchino con a bordo 14 migranti, tra i quali due donne e 4 bambini.

Ma Salvini tace su questo. E di certo non è così che il leader del Carroccio riuscirà a cambiare il trattato di Dublino, come invece auspica il segretario dem Zingaretti oggi in un’intervista al Foglio: “Cambiandolo si darebbe una risposta europea a un problema nazionale”.

Cosa accadrà ora? Con l’aumento delle partenze di barconi e gommoni dalla Libia in fiamme c’è da attendersi un’estate all’insegna dei bracci di ferro tra Italia e Ong.

La mattinata all’insegna del tira e molla Roma-La Valletta

Nella notte il veliero Alex recupera 54 migranti. È stracarico, con donne incinte e bambini. Ma le ore successive si tingono purtroppo del solito oscurantismo targato Lega, con Salvini che firma il divieto di entrare in acque italiane. Una riedizione della vicenda Sea Watch. Vieta l’approdo da parte di quei migranti giunti allo stremo e in mattinata appare determinato: “Queste persone non sbarcheranno in Italia, ma a Malta”, ha detto con soddisfazione.

In tarda mattinata finalmente la situazione si sbocca, quando Malta dichiara di essere disponibile a prendere i 54 naufraghi a bordo della Alex. Il governo maltese ha però annunciato che “in cambio”, verranno trasferiti in Italia 55 migranti oggi presenti nella La Valletta.

Dopo l’accordo con Malta iniziano così i primi trasbordi dei migranti considerati vulnerabili (bambini, donne). “Una buona notizia. Finalmente”, ha commentato la ong. “Adesso – chiede Mediterranea – devono sbarcare presto gli altri 36 naufraghi rimasti”.

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