Di Stefano, un bugiardo in tv

Focus

Il sottosegretario M5s gli Affari Esteri, Manlio Di Stefano a Piazza Pulita ha dato il peggio di se

La performance bisogna guardarla con attenzione. Solo così è possibile comprendere quanto l’atteggiamento di ieri sera a Piazza Pulita del sottosegretario M5s agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano sia stato arrogante, approssimativo e malizioso.

Si è scagliato contro i giornalisti in studio (Formigli, Giannini e Padellaro), contro il Pd, ma soprattutto ha mancato di rispetto al pubblico che lo ascoltava.

Il pentastellato ha prima accusato il conduttore  Corrado Formigli, di aver concesso un monologo al precedente ospite, l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Ho sentito un’ora di monologo di Gentiloni, che parlava a ruota. Tra l’altro, vi ringrazio per questo monologo perché ha ricordato a tutti gli italiani il motivo per cui il Pd sia scomparso”. Poi però ha detto “Mi ha colpito sentire la domanda giusta che avete posto” suscitando il sorriso dello stesso Formigli che si compiaceva “Allora qualche domanda l’abbiamo fatta”.

Non contento il grillino ha mostrato un cartello, probabilmente prodotto dallo staff di comunicazione pentastellato, (ma targato Pd)  per creare confusione e spacciare informazioni non veritiere: “Qui ci sono le proposte del Pd annunciate da Zingaretti – dice Di Stefano mostrando il volantino – aumento degli stipendi dei parlamentari, reintroduzione del finanziamento pubblico, reintroduzione dei vitalizi. Queste le ha annunciate Zingaretti col suo tesoriere”. “Non è stato Zingaretti – obietta Formigli – Ne ha parlato Zanda e Zingaretti ha dovuto sconfessare, in realtà“.

Alla fine  è arrivata una telefonata in diretta del segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. “Non mi permetterò mai di utilizzare il falso per ottenere voti e consensi. Ognuno chieda consenso sulle proprie idee: noi non proponiamo né di alzare gli stipendi dei parlamentari né di ripristinare i vitalizi”, ha detto Zingaretti. “Quella legge – ha aggiunto riferendosi al testo presentato al Senato da Luigi Zanda – non propone l’aumento dello stipendio dei parlamentari, ma propone un adeguamento con le indennità dei parlamentari europei”, ha spiegato il segretario dem che ha annunciato Di voler presentare “una legge sulla trasparenza su come si finanziano tutti i partiti, anche sul web…”. 

A riprova del fastidio suscitato dall’atteggiamento di Di Stefano arriva anche la dura reazione di Antonio Padellaro, l’ex direttore del Fatto mette all’angolo il sottosegretario: “E’ un po’ fuori luogo. Lei viene a farci la lezioncina sulle domande che dobbiamo o non dobbiamo fare. Viene a fare la propaganda elettorale del M5s mostrandoci una fake news su Zingaretti – continua l’ex direttore del Fatto – Questo non è serio e non è rispettoso nei confronti di chi sta a questo tavolo”.
Dopo anni di simile trattamento non deve insegnarmi lei come si fanno le domande in uno studio“, accusa Di Stefano. Anche il pubblico inizia a mormore, forse a qualcuno scappa da ridere, Formigli replica: “Non credo che le domande possa insegnare lei a farle. I politici facciano i politici e i giornalisti facciano i giornalisti”.

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