Manovra, l’Europa chiede passi concreti

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Il governo deve trovare 7/8 miliardi di euro per evitare la procedura d’infrazione. Rischio recessione, l’Italia ostaggio del duello Di Maio-Salvini

Il governo deve trovare 7/8 miliardi. Sono queste le cifre che ballano per cercare di raggiungere un accordo con l’Europa. Archiviato il 2,4% di deficit adesso il governo cercherà di raggiungere un accordo sul 2,2/2,1%.

Juncker e Moscovici stanno provando a non far partire la procedura d’infrazione e di convincere i falchi europei a concedere ancora flessibilità all’Italia. Dal canto suo però ballano alcuni decimali e alcune richieste specifiche. Difficilmente potranno concedere all’Italia più del 2% del deficit (l’impegno iniziale era l’1,6%) e difficilmente potranno accettare una manovra assistenzialista senza un serio piano d’investimenti. Non basta quindi posporre la data di partenza della riforma pensionistica e del reddito di cittadinanza, ma rinunciarci.

I 7/8 miliardi che servono dovranno essere tagliati dai due provvedimenti spot di Lega e M5s, provvedimenti che è bene ricordare non sarebbero stati quelli promessi, ma una versione già molto rivista al ribasso. Anche perché l’Europa chiede all’Italia più investimenti sulla crescita e quindi i margini per operare sono ben pochi.

Mentre il premier Conte e i ministri Tria e Moavero rassicurano l’Europa e sono in cerca dell’accordo, la partita vera si sta giocando tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il cambio di tono nei confronti delle istituzioni europee c’è stato, ora però serve un cambio di politiche, in pratica la manovra andrà smontata e rifatta quasi dall’inizio.

Le istituzioni europee chiedono “passi concreti” perché come dice il commissario Dombrovskis “non si tratta solo di cambiare il tono della discussione ma di avere una correzione consistente”. A cui fa eco Moscovici: “Continuiamo il dialogo per trovare una soluzione e continuiamo intanto a preparare la nostra decisione perché l’iter della procedura è stato avviato e gli Stati l’hanno appoggiato”.

Intanto da Goldman Sachs arriva un nuovo avvertimento al governo. Secondo la banca americana “L’Italia getta una nube scura sullo scenario dei mercati in Europa, e le cose potrebbero dover peggiorare prima di vedere un miglioramento”. Gli analisti di Goldman Sachs sono molto pessimisti sulla crescita italiana nel 2019 e parlano di uno 0,4% il prossimo anno a fronte dell’1% della maggioranza  delle analisi e del’1,5% auspicato dal governo.

Un’analisi che seppure fin troppo pessimistica deve far riflettere il governo e magari convincerlo a rivedere al ribasso le sue stime ottimistiche. Il tempo è poco, il governo ha ancora poco più di dieci giorni per trattare e formulare una nuova proposta. Non basta fare retromarcia a parole, ora servono i fatti e serve un accordo politico. L’Italia non può essere ostaggio del duello tra Di Maio e Salvini.

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