Manovra: l’Italia si gioca tutto

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Giuseppe Conte vola a Bruxelles per cenare con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker e riaprire il dialogo fra Ue e governo italiano

Nel giorno in cui il premier Giuseppe Conte vola a Bruxelles per cenare con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker e riaprire il dialogo fra Ue e governo italiano dopo la bocciatura ufficiale europea della manovra di bilancio, il ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini decide di attaccare a testa bassa l’Unione Europea.

“Le ultime cinque manovre del Pd hanno aumentato il debito pubblico di 300 miliardi di euro e la disoccupazione è esplosa. Io voglio che gli italiani tornino a vivere, smontando la legge Fornero e riducendo le tasse. Perché l’Europa me lo vuole impedire?”. 

Del resto si sentiva il bisogno di un “allorailPd” nel quadro economico in cui il governo gialloverde ha posto l’Italia.

Eppure questa sera con il vertice a Bruxelles tra il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e la commissione Ue, con Juncker, Moscovici e Dombrovskis si tenterà di salvare il salvabile.

“Non credo che Bruxelles si occuperà dello zero virgola. All’Europa interessa un’Italia che cresce, non penso che sanzioni e ricatti servano né agli italiani né all’Ue” ha detto Salvini. “La manovra non è un pacchetto chiuso, ma non ci chiedano di togliere soldi dalle tasche degli italiani e, per quanto mi riguarda, non mi chiedano passi indietro sulla legge Fornero”.

Il vice premier pentastellato Luigi Di Maio aveva spianato la strada ad un ripensamento: «Noi dobbiamo provare un dialogo a oltranza con tutti i commissari europei, con la commissione per spiegare la bontà di queste misure ma soprattutto per spiegare che la manovra può migliorare sopratutto nel taglio agli sprechi».

Ma comunque fissa i suoi paletti: “Ridimensionare la legge Fornero, ovvero quota 100 che ne permetterà il superamento, e il reddito di cittadinanza significa aver perso tempo per cinque mesi. Noi abbiamo investito su queste due misure che significa liberare posti di lavoro da una parte e inserire giovani e meno giovani, formandoli con il reddito di cittadinanza. Su queste due misure non e’ ipotizzabile ridurre la platea”.

Le posizioni di Salvini e Di Maio, l’incapacità di Tria di far ragionare il governo, la mancanza di autorevolezza di Conte, sempre in balia dei vicepremier, tradiscono tutta l’impotenza di fronte ad uno scenario già scritto.

L’Italia si gioca tutto. L’unica salvezza sarebbe fermarsi. Ma per farlo ci vuole coraggio. Il coraggio di ammettere di aver sbagliato.

 

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