Parlamento all’oscuro su una manovra top secret

Focus

Ancora trattative con l’Europa, ma i conti non tornano. Il coro è unanime, tutti parlano del dilettantismo della maggioranza

La notizia è che dopo tanti tira e molla la manovra c’è. Ancora è top secret, ma Roma ha inviato un documento a Bruxelles che verrà esaminato nelle prossime ore, al massimo entro mercoledì. L’accordo sul 2,04% di deficit sembra tenere, ma sui saldi ancora si brancola nel buio e si naviga sulle indiscrezioni e sulle ipotesi.

L’opposizione protesta, il ritardo con cui i parlamentari potranno esaminare i numeri non consente un dibattito serio: se le indiscrezioni sui tempi dovessero essere confermate la commissione Bilancio avrebbe appena due giorni per discutere il provvedimento, mentre in aula ci sarebbe giusto il tempo per un dibattito-lampo. Il coro è unanime, tutti parlano del dilettantismo della maggioranza.

Renzi ai parlamentari di maggioranza: “Non siete majorette di Salvini e Di Maio”

Matteo Renzi su Facebook si rivolge direttamente ai colleghi di Lega e M5s invitandoli a smettere di essere spettatori: “A quei parlamentari che ci guardano imbarazzati perché si rendono conto di quello che sta accadendo ma cercano di minimizzare: vi hanno fatto scendere in piazza per applaudire il leader dal balcone di Palazzo Chigi. Poi vi hanno fatto votare alla Camera una manovra dicendo che non era quella. Smettete di farvi trattare da spettatori e passacarte. Voi non siete le majorette di Salvini e Di Maio. Avete una dignità. Mostratela, se vi riesce”.

Le misure della manovra

Veniamo alle misure, e qui si va sul campo delle ipotesi. La maggior parte delle risorse saranno risparmiate dai due provvedimenti spot dei giallo-verdi: il reddito di cittadinanza e quota 100. Sembra che ad entrambe le riforme saranno decurtati circa due miliardi di euro a testa. In pratica del Reddito di cittadinanza, che già non avrebbe avuto le risorse necessarie per rispettare le promesse, non rimarrebbe che il titolo. In totale per la misura che secondo Di Maio avrebbe abolito la povertà in Italia rimangono 7,1 miliardi di cui un miliardo per i centri per l’impiego (a fronte dei 9 miliardi totali previsti nella prima stesura). Stesso discorso per Quota 100 per cui il governo sta studiando un sistema di correttivi per rallentare il momento in cui la pensione viene effettivamente pagata e per scoraggiare alcuni aspiranti prepensionati. In pratica i due pezzi forti della maggioranza rimarranno solo bandierine da sventolare, senza però essere realmente incisivi.

Ecobonus e pensioni d’oro

Ci sono poi altre due questioni che hanno agitato la maggioranza: l’ecobonus e il taglio delle pensioni d’oro. La Lega si è detta contraria, anche perché la prima sarà finanziata con una tassa sui veicoli inquinanti e con il ricavato del taglio delle pensioni. La tassa sui veicoli inquinanti alla fine ci sarà, ma sarà limitata ai Suv e alle auto di lusso inquinanti,  peraltro già super-tassate. L’unica cosa certa, oltre al mancato rispetto delle promesse elettorali, è che il braccio di ferro con l’Europa ha prodotto esclusivamente l’innalzamento dello spread, oltre alla precipitosa marcia indietro color gialloverde.

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