Manovra pericolosa contro gli italiani

Focus

Una manovra che promette sviluppo agendo sulla spesa corrente. Premia gli evasori sventolando un pericolosissimo messaggio: pagare le tasse non conviene

Questa volta, almeno, hanno risparmiato a sé e agli italiani la chiassata del balcone. Ma null’altro distingue la Nota di aggiornamento al Def dalla manovra. Soliti toni trionfalistici (a sentire i capi della maggioranza le giornate storiche, dall’insediamento del governo ad oggi, superano nettamente quelle dell’intera stagione repubblicana) e consueti autoriconoscimenti di “promessa mantenuta”. Ma l’orizzonte per gli italiani è oltremodo grigio. Questa manovra infatti è sbagliata, ingiusta e pericolosa, è una manovra ostile e nemica degli italiani.

Fondata su numeri sballati che – record senza precedenti – nessuna autorità indipendente ha avallato confermando così che si tratta di previsioni sovrastimate. Promette sviluppo agendo sulla spesa corrente invece che sugli investimenti. Premia gli evasori sventolando un pericolosissimo messaggio: pagare le tasse non conviene. Assicura di agire contro la povertà ma nel frattempo smantella l’unico strumento che c’è e funziona, il reddito di inclusione, per introdurre quel reddito di cittadinanza di cui si sa poco e che richiederà mesi, se non di più, per raggiungere le persone in stato di bisogno: non hanno a cuore i poveri ma la propaganda. Diminuisce la pressione fiscale? Non è vero. Lo scrivono loro stessi nel Documento programmatico di bilancio. Come ammettono che ci saranno tagli per Sanità pubblica e Istruzione e lasciano nel vago circa altri quattro miliardi di tagli alla spesa pubblica celati dietro parole come “razionalizzazione” ed “efficientamento”.

Non porta fuori dall’austerità questa manovra. Rispedisce pericolosamente il Paese sull’orlo del collasso agendo contro la credibilità internazionale così faticosamente conquistata dopo la durissima crisi economica finanziaria di un decennio fa grazie agli sforzi ed alle sofferenze di famiglie e imprese. Ha un netto, e irresponsabile, sapore elettorale: Lega e Cinquestelle pensano a “fare cassa” alle europee e non si preoccupano del debito che accumulano sulle spalle delle famiglie, delle imprese, dei giovani.

Abbiamo sentito scomodare anche Keynes per definire l’orizzonte strategico del governo. Ma qui di keynesiano non c’è nulla e anzi, se proprio si vuol guardare oltreoceano, il modello è quello reganiano tra flat tax e condoni. L’aumento degli investimenti è un altro di quei ritornelli ascoltati negli ultimi giorni ma leggendo le carte si vede che solo briciole di una manovra, che pure “pesa” poco meno di quaranta miliardi vengono indirizzati verso questo approdo.

C’è un serio rischio a questo punto che il trend positivo che ha condotto a crescere gli investimenti totali, pubblici e privati, dai 271 miliardi del 2014 ai 300 del 2017 dimostrando così l’efficacia delle politiche dei nostri governi subisca una battuta d’arresto. Soprattutto perché, mentre si continua con la politica degli annunci per il futuro, si bloccano i cantieri e le opere in corso che valgono miliardi e decine di migliaia di posti di lavoro, si cancellano piani di grande impatto sociale oltre che produttivo come accaduto per il bando delle periferie e si cerca di far dimenticare che esistono piani di investimenti per infrastrutture per un valore di 130 miliardi da qui al 2033 messi a disposizione di comuni regioni ferrovie ed altri attori.

Noi ci opporremo a questa manovra che aumenterà disuguaglianze e squilibri tra aree territoriali e tra le generazioni, che non si occupa di creare lavoro ma distribuire assistenzialismo, che premia i disonesti e rischia seriamente di far pagare agli italiani il prezzo salatissimo dei dissennati disegni elettoralistici della maggioranza.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli