Manovra con sorpresa. Rabbia dentro (e fuori) il Parlamento

Focus

L’Aula del Senato voterà a mezzanotte la fiducia che il governo metterà a un maxi emendamento con le modifiche concordate con l’Europa

“Signori, siamo in piena emergenza democratica. Nelle aule parlamentari si sta consumando l’ennesima aberrazione istituzionale: il Pd ha appena dato il suo ok alla fiducia sulla legge elettorale quindi il Parlamento non potrà discuterla. Quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà legge senza che nessuno possa dire la sua. È un momento critico. Alle 12:00 riuniremo il gruppo parlamentare e decideremo la nostra reazione, che sarà durissima. È un colpo mortale alla democrazia, una violazione delle regole democratiche”.

A scriverlo era Luigi Di Maio il 10 ottobre 2017. Ora però il governo pentaleghista può farlo. Oggi il maxiemendamento del governo con le ultime modifiche alla legge di Bilancio arriva direttamente in aula al Senato saltando la commissione Bilancio perché, come spiega va ieri pomeriggio il presidente Daniele Pesco del M5s  “700 emendamenti da vagliare sono troppi e non c’è abbastanza tempo per farlo”.

E ora è impossibile non ricordare  che proprio i Cinquestelle in passato si sono scagliati sempre contro il ricorso a strumenti come canguro e tagliola in Aula. Comunque il fatto è che arriverà questa notte il secondo via libera alla manovra. L’Aula del Senato voterà a mezzanotte la fiducia che il governo metterà a un maxi emendamento con le modifiche concordate con l’Europa. I rappresentanti del Partito democratico e di Leu hanno abbandonato i lavori della commissione Bilancio per l’impossibilità  di proseguire la votazione sugli emendamenti presentati dai gruppi al testo approvato dalla Camera e al pacchetto di modifiche consegnato ieri dal governo.

Andrea Marcucci, presidente dei senatori dem, ha criticato duramente il comportamento della maggioranza che si configura – ha affermato – come “un atto ostile nei confronti del Paese”. Anche Forza Italia, con la capogruppo Anna Maria Bernini, ha respinto l’iter imposto da Lega e M5s. “Non è possibile discutere sulla manovra approvata dalla Camera: è carta straccia che sarà superata dal maxi emendamento che la cambierà totalmente”, ha detto l’esponente azzurra che ha anche proposto (senza successo) la riapertura dei lavori della Bilancio e il rinvio dell’Aula dal 24 al 26 dicembre.

Dunque solo oggi la manovra arriverà in Aula. Il governo al termine della discussione generale iniziata ieri pomeriggio, tra le 15 e le 16 di oggi presenterà l’ultima versione del maxi. La chiama dei senatori inzierà verso le 23, al termine delle dichiarazioni di voto che saranno trasmesse dalle 22 in diretta tv. Dopo l’esito della votazione il governo presenterà la nota di variazione del bilancio che sarà votata dall’Aula prima del voto finale del disegno di legge, che sarà quindi trasmesso alla Camera per il via libero definitivo.

Ma è soprattutto fuori dal Parlamento che si protesta. Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha bollato come “un fatto gravissimo” l’emendamento del governo che blocca fino al 15 novembre del 2019 le assunzioni nella pubblica amministrazione. Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio, gli ha risposto invitandolo a dimettersi perchè, ha sostenuto, “rema contro il governo e disinforma gli italiani difendendo una legge sciagurata come la Fornero”.

Il ministro per la Pa, Giulia Bongiorno, ha invece esortato Boeri a passare “un Natale sereno, senza creare inutili e infondati allarmismi” perchè “la facoltà di assunzione già maturate e regolarmente autorizzate sono nella piena disponibilità delle amministrazioni centrali”. Anche i vescovi si sono espressi sulla manovra con l’auspicio che “la volontà di realizzare alcuni obiettivi del programma di governo” non colpisca “fasce deboli della popolazione e settori strategici” del Paese. Confedilizia contesta lo sblocco dei tributi locali, Imu, Tasi e addizionali, che metterebbe a rischio tutti i contratti di affitto calmierati considerando che ci sarebbero molte meno agevolazioni fiscali. Cgil, Cisl e Uil chiedono invece che venga ritirato l’emendamento che taglia del 30% le tariffe Inail per non mettere a rischio gli interventi nel campo della sicurezza.

Intanto, secondo quanto si apprendere i decreti legge sul reddito di cittadinanza e per la riforma della legge Fornero sulle pensioni – inizialmente attese tra Natale e Capodanno – dovrebbero arrivare in Consiglio dei ministri a inizio gennaio.

 

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