Manovra, Tria messo in panchina. Conte ci prova

Focus
Giovanni Tria, def

La partita con l’Europa è quasi giunta all’atto finale: la manovra è appesa al filo di Bruxelles

E’ ancora bufera nel governo a causa del braccio di ferro con l’Europa. La manovra è sempre più a rischio e quella cui stiamo assistendo è il capitolo finale.

Dopo il via libera della commissione Bilancio alla manovra e dopo che le opposizioni hanno abbandonato i lavori il governo si è già riservato la possibilità di porre la fiducia. L’esame dell’assemblea di Montecitorio comincerà domani sera. Probabile che la richiesta di fiducia arrivi giovedì.  Prosegue intanto il negoziato Italia-Ue sulla manovra, ma il ministro Tria è sempre più isolato.

Secondo il Corriere della Sera che cita fonti anonime il ministro dell’Economia sarebbe addirittura “tentato dalle dimissioni più che in qualunque altro momento, da quando venne chiamato a sorpresa nel governo sei mesi fa”.

L’isolamento del titolare del dicastero di Via XX Settembre non è una novità. Tria ha già affrontato diverse bufere, una su tutte quella dell’audio di Casalino. Ma ora viene descritto come “stanco” dei continui attacchi alla sua credibilità. Ultimo in ordine di tempo, il comunicato di Salvini e di Maio domenica scorsa – nel quale i due leader politici ignorano Tria e sottolineano solo la loro “fiducia nel premier Giuseppe Conte”.

Ed è proprio questo il momento di Conte che in un colloquio con Repubblica e Fatto Quotidiano afferma: “Con Bruxelles tratto solo io e la manovra può cambiare. Per le riforme serve più tempo”. Quanto alla nota di Salvini e di Maio di domenica scorsa, “era già chiaro che dovessi essere io a gestire la trattativa, quel mandato ce l’ho sempre avuto. Valeva per l’esterno, la definirei una procura”.

Una rivincita per Conte indicato come Premier ostaggio dei suoi vice. Il quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung” commenta il cambio di passo, puntando il dito contro Di Maio e Salvini. Grazie alla sua moderazione e all’essere “un campione dell’indeterminatezza”, Conte è un negoziatore più efficace dei suoi vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Con la loro “retorica intransigente e arrogante”, scrive il quotidiano, il leader della Lega e il capo politico del Movimento 5 Stelle hanno “rovinato molto” le trattative in corso tra Roma e Bruxelles sulla proposta di bilancio.

L’unica cosa certa finora è che tutto resta un cantiere aperto: Salvini e Di Maio devono ancora dare risposte convincenti su reddito di cittadinanza e quota 100. Ora  on sono esclusi colpi di scena. Tria è rimasto in panchina, ma potrebbe uscire di scena, sbattendo persino la porta.

 

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