“Resto nel Cda”: l’occupazione abusiva di Marcello Foa

Focus

Il Pd promette battaglia: “Pronti a chiedere al Capo dello Stato di riceverci. Lega e M5s stravolgono le regole”

Una vera e propria occupazione quella di Marcello Foa che dopo il voto negativo del Parlamento ha deciso di rimanere nel cda e di continuare a lavorare in qualità di “consigliere anziano”.

Una mossa disperata, annunciata già ieri da M5S e Lega e che oggi viene portata avanti anche dal giornalista che in una nota ha fatto sapere di essere “ancora in attesa di indicazioni dell’azionista”, cioè del ministero dell’Economia. “Nel frattempo – ha aggiunto – continuerò, nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del cda come consigliere anziano”.

Ma la legge non prevede questo, come ricordano dal Pd: l’indicazione del presidente deve avvenire dal cda e poi essere votate dalla commissione di Vigilanza Rai. Nonostante tutto, Salvini non ha intenzione di fare marcia indietro su quel nome di Foa per la guida della tv pubblica.

Il Pd si prepara a dare battaglia chiedendo, se necessario, anche l’intervento del presidente della Repubblica. “Se l’occupazione abusiva di Marcello Foa in Rai continuerà – dichiara il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci – siamo pronti a chiedere al Capo dello Stato di riceverci. Le prerogative del Parlamento nella effettività della carica di presidente sono chiare, e il governo M5S e Lega le sta stravolgendo. Si deve procedere subito ad una nuova candidatura che passi dal Cda e venga votata dalla Vigilanza”.

Proposta questa che è stata avanzata dalla consigliera Rai in quota Pd Rita Borioni che ha evidenziato il rischio di “nullità degli atti del cda”. Ma la linea di Borioni non è stata accolta nel cda dove ora prosegue lo stallo.

Stallo che non si risolverà a breve, visto che al momento non ci sono altri nomi in ballo e quello del consigliere Giampaolo Rossi è di fatto già bruciato.

L’unica cosa certa, nonostante i tentativi di smentita da parte di Berlusconi, è la rottura nel centrodestra. Le parole di Salvini al Giorno non sembrano, infatti, lasciare spazio al dialogo: “A Silvio dico andare contro il cambiamento è una scelta, ma ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze”.

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