Umbria, Catiuscia Marini annuncia le dimissioni

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La presidente parla di “percorso dettato esclusivamente da ragioni istituzionali, di correttezza e di rispetto per tutti i componenti dell’Assemblea”

Catiuscia Marini ha confermato le sue dimissioni da presidente della Regione Umbria. Lo ha fatto stamani con una lettera inviata alla presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi. Si chiude così una vicenda che aveva suscitato polemiche all’interno del Partito democratico, a causa della decisione della presidente di ritirare le dimissioni, annunciate un mese fa.

Nella lettera la presidente parla di “percorso dettato esclusivamente da ragioni istituzionali, di correttezza e di rispetto per tutti i componenti dell’Assemblea, sia di maggioranza, sia di opposizione, e non certo da ragioni personali”. La conferma delle dimissioni della Presidente della Giunta regionale dovrà essere formalizzata in una seduta dell’Assemblea legislativa che dovrà provvedere a completare le procedure previste dall’articolo 64, comma 3 dello Statuto regionale.

Dopo la notizia dell’indagine a carico della presidente dell’Umbria nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi della sanità truccati, i dem avevano reagito prontamente, per non farsi trascinare dagli eventi anche in vista del voto del 26 maggio, giornata in cui non si voterà solo per le europee ma anche per molti comuni, fra cui alcuni nell’Umbria di Catiuscia Marini. Sabato pomeriggio però, nell’aula consiliare della Regione il comportamento della governatrice (e della sua giunta), che dopo aver annunciato le dimissione le aveva ritirate votando contro (determinante è stato il voto a favore di se stessa), hanno rialzato i toni. Sul tema era subito intervenuto Nicola Zingaretti, stigmatizzando il gesto e commentando: “Catiuscia ha sbagliato, ha commesso un grave errore politico che sta provocando un danno all’Umbria e alla politica”.

Parole a cui avevano fatto seguito quelle del presidente dei dem, Paolo Gentiloni, che aveva detto: “Quando una si dimette, e per ragioni serie che non hanno nulla a che fare con le verità giudiziarie che verranno dalle indagini della magistratura, ma che sono una scelta politica a tutela della Regione e del partito, che un mese dopo ci si ripensi mi sembra incomprensibile”.

“Non è detto che ci abbia ripensato, può darsi che confermi le dimissioni – ha aggiunto Gentiloni, ospite di Radio Capital -, penso che il Pd debba essere molto chiaro in un messaggio contro la corruzione”.

Ad intervenite anche Walter Verini,  il deputato e Commissario del Pd in Umbria, ai microfoni di Radio Cusano Campus: “In questo mese da commissario ho fatto 40 assemblee in Umbria, dove si vota in tanti comuni. C’è una voglia di reagire, si pensa alle elezioni, a riconquistare i comuni, a parlare con i cittadini. La vicenda regionale pesa molto, preoccupa, tanto che diversi sindaci e candidati sindaci hanno invitato il consiglio regionale a staccare la spina. Però vedo al tempo stesso un Pd in piedi. La vicenda della Regione è molto grave e pesante ed è lì, però vedo in giro migliaia di persone che dicono che il Pd è un’altra cosa. In Umbria cerchiamo di recuperare credibilità e riconquistare le città che governiamo con una classe di persone solide e per bene”.

“Al di là delle vicende penali, un avviso di garanzia non può far venire meno la presunzione d’innocenza. Al tempo stesso, sul piano politico – aggiunge Verini – sono successi fatti che ci hanno fatto vergognare. La politica deve arrivare prima della magistratura, ma purtroppo non sempre accade. Zingaretti in quei giorni non ha chiesto le dimissioni di nessuno, nel momento in cui accadono vicende gravi sul piano politico i diretti interessati devono fare valutazioni sul piano politico. Quando la presidente Marini responsabilmente ha deciso di dimettersi, lo fece affermando lei stessa che nessuno gliel’aveva chiesto. Quella sera Zingaretti espresse apprezzamento per quel gesto. Nel momento in cui si è dimessa, il partito ha detto: è un gesto che mette prima le istituzioni e poi la persona. Personalmente la consideravo una vicenda dolorosa, ma pensavo che fosse una partita che in qualche modo ci si lasciava alle spalle. Dopodichè c’è stato un mese di reazioni, i consiglieri non volevano chiudere la legislatura. Nel frattempo c’era una campagna elettorale in corso. Avere tenuto questa cosa sospesa per più di un mese, inevitabilmente ha creato un danno. Non condivido la scelta che ha fatto Marini adesso, è stato un errore politico. Il fatto che non si voglia sciogliere il consiglio per non far vincere la Lega non mi sembra giustificato, anche perché la Lega non vincerà”.

 

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