Il guru delle truffe Pianesi si occuperà dell’educazione alimentare dei bambini (grazie ai 5 stelle)

Focus
Mario Pianesi

Mario Pianesi, considerato il guru dell’alimentazione macrobiotica, è indagato lo scorso mese di marzo con l’accusa di associazione a delinquere con finalità di frode, riduzione in schiavitù con maltrattamenti e minacce ed altro ancora

L’educazione all’alimentazione è una questione di primaria importanza per tutti i cittadini ed in particolare per i bambini. Il corretto uso ed utilizzo del cibo aiuta a prevenire l’affacciarsi di patologie e problemi fisici che negli ultimi anni hanno colpito fasce di popolazione sempre più giovani. Da qualche tempo le amministrazioni pubbliche, a partire dal governo centrale, hanno inquadrato seriamente il problema portando avanti leggi e protocolli d’intesa per svilupparne la conoscenza tra i cittadini, anche con obblighi quali ad esempio l’etichettatura dei prodotti.

Anche il Comune di Livorno, correttamente, sta portando avanti, insieme alla Regione Toscana,  incontri esplicativi sul tema.
Il 14 giugno 2017 il Comune ha firmato inoltre un Protocollo d’intesa con un’associazione macrobiotica (Upm) per l’avvio di un percorso culturale in materia di sicurezza alimentare per la conoscenza e l’applicazione dell’Etichetta Trasparente Pianesiana.

L’associazione ha presentato un progetto al Comune per “promuovere e sviluppare una consapevolezza sulla relazione fra ambiente-agricoltura-alimentazione-salute-economia e una coscienza personale delle pratiche per uno sviluppo sostenibile” i cui destinatari sono stati scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Il progetto rientra tra quelli finanziati dal comune nello scorso dicembre.

Fin qui niente di strano. Il problema sorge dal fatto che il fondatore di questa associazione, che ha decine di sedi e ristoranti macrobiotici in tutta Italia, è tal Mario Pianesi, considerato il guru dell’alimentazione macrobiotica, indagato lo scorso mese di marzo con l’accusa di associazione a delinquere con finalità di frode, riduzione in schiavitù con maltrattamenti e minacce ed altro ancora: il tutto collegato ad una dieta (Ma.Pi.) con la quale avrebbe costretto gli adepti a cure alimentari naturali da fame e senza utilizzo di farmaci, per curare gravi patologie.

Ciò che lascia molto più che perplessi è il comportamento dell’amministrazione comunale che, ad oggi, non ha nemmeno sospeso il protocollo d’intesa. L’idea che alcuni bambini livornesi possano avere avuto insegnamenti sull’alimentazione, basati indirettamente su pratiche sulle quali la magistratura sta portando avanti un’inchiesta di carattere nazionale ci deve far riflettere, e molto!

 


Pietro Caruso è capogruppo Pd in Consiglio comunale a Livorno

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