Martina: “Aprire a chi ha voglia di costruire l’alternativa a Lega e M5s”

Focus

Il segretario uscente Maurizio Martina intervistato da Linkiesta: “Non farò mai un accordo tra secondo e terzo per sgambettare il primo”

“Penso alla prossima assemblea come una costituente del Pd, cercando di lanciare un percorso aperto a tutte le persone che hanno voglia di costruire un percorso progressista e liberale alternativo a Lega e Cinque Stelle. Mi concentrerei sull’anima di questo progetto, al cui centro c’è l’uguaglianza sostenibile. C’è anche un tema di rinnovamento della democrazia rappresentativa. Io voglio rispondere alle aberrazioni dei Cinque Stelle sulla democrazia diretta con un idea nuova in cui i corpi intermedi, la mediazione sociale, il lavoro delle istituzioni torna a essere centrale. Una comunità sta insieme se genera valore condiviso”. Con queste parole Maurizio Martina traccia la sua linea d’azione in caso di vittoria al Congresso. Lo fa in una lunga intervista a Linkiesta in cui spiega la strada che dovrà prendere il Partito democratico.

Congresso

Sul Congresso il segretario uscente è chiaro: “Ho sempre lavorato per l’unità nella pluralità e lo farò sempre. Se la domanda voleva sottendere questo, non credo ci saranno biscotti tra secondo e terzo per sgambettare il primo. È un modo di fare politica che non ci appartiene. E credo che la proposta che io e Richetti abbiamo fatto qualche giorno fa, che il prossimo 3 marzo, ai gazebo del Pd, si raccolgano anche le firme per un referendum abrogativo contro il decreto Salvini vada in questa direzione”.

Se cade il governo

Anche in caso di crisi di maggioranza con l’eventuale caduta del governo Martina ha le idee chiare: “Al voto, senza dubbio. Organizzerei immediatamente un’alternativa larghissima di forze alternative ai gialloverdi che ci stanno portando in un tunnel”.

Recuperare il Nord tradito da Lega e Cinque Stelle

Sul piano elettorale Martina ha la convinzione che sia il Nord in questo momento ad essere più distante dalle politiche del governo: “C’è una frattura enorme tra il Nord e il governo giallo-verde: e noi abbiamo il dovere di provare a corrispondere alle aspettative tradite”. Un Nord che ha votato in massa per la Lega e che ora vede le promesse fatte infrante.

Il segretario uscente critica le politiche che hanno portato questa frattura: “Questo è un governo nemico del lavoro e delle imprese, questo governo ha espresso scelte che non hanno nulla in comune coi bisogni dell’asse che va da Torino a Trieste. In una fase di rallentamento dell’economia italiana, quei bisogni devono necessariamente entrare nel percorso congressuale del Partito Democratico”.

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