Martina apre la fase congressuale: “Concluso il mio mandato, orgoglioso di quanto fatto”

Focus

Maurizio Martina dal palco del Forum Pd convoca l’Assemblea

Il Pd si ritrova, ritrova la sua comunità e si apre al mondo. Questo è successo a Milano nella due giorni del Forum per l’Italia del Partito Democratico che si è svolta al The Mall. Tanti interventi, tante personalità della politica ( e non solo) e tante prospettive per il futuro.

A concludere l’iniziativa il discorso del segretario Maurizio Martina che dal palco di Milano chiude il suo mandato: “Con questo Forum si completa il mandato che ho ricevuto con l’assemblea del luglio scorso. Nei prossimi giorni con la segreteria nazionale concluderemo questa fase perché “il mandato che avevamo era questo: arrivare a concepire il percorso dove raccogliere idee per la prospettiva e preparare tutto il Pd alla nuova battaglia”.

Ecco la sintesi di ciò che ha detto il segretario del Pd:

Il riscatto

“Io sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto in questi anni. E per questo sono il primo, insieme a voi, ad essere irrequieto per le risposte mancate, per gli errori commessi. Ho bisogno di essere orgoglioso ma anche irrequieto. E’ cosi’ che si organizza un riscatto: mettere in discussione tutto per costruire un orizzonte nuovo. Questa comunità c’è: è viva, lotta, soffre, reagisce, si interroga. E ora deve mettere testa e cuore dentro questo progetto”.

Congresso per unirci

“Penso che sia giusto chiedere alla presidenza di questo partito di riconvocare l’assemblea nazionale in tempi rapidi: una data buona potrebbe essere quella dell’11 novembre per essere conseguenti alla nuova fase che si deve aprire. Il tema non è lo strumento ma come viviamo questo strumento. Non dobbiamo temere il confronto, noi non siamo uniti quando non ci confrontiamo. Ma possiamo essere ancora più uniti se organizziamo un momento di confronto, il congresso può essere il momento giusto. Anche le primarie sono una grande strumento, non è tutto ma è un pezzo, sopratutto in questo periodo.

Ossessione del nemico

“Non si governa un grande paese con ossessione del nemico. Si governa con l’ascolto, la mediazione, il confronto. Noi rischiamo di tornare in recessione, rischiamo di bruciare i sacrifici degli italiani. Stanno svendendo l’Italia. Attaccano il presidente della Bce, che noi ringraziamo per l’autonomia assoluta che ha sempre garantito, attaccano lui e si presentano a Mosca come se l’Italia fosse in vendita. Altro che prima gli italiani… Questo Governo sta svendendo l’Italia con scelte profondamente inique. Qui i vostri errori li pagano gli italiani. Non vi lasceremo giocare con la sorte del Paese”.

Decreto insicurezza

“Non ci può essere legalità a corrente alternata: timidi con Casapound rapidi con altri. Noi dell’opposizione dobbiamo essere alternativa. Dobbiamo dire a gran voce che un Paese sicuro non è un Paese dove è più facile sparare. Dobbiamo contrastare il decreto insicurezza di Salvini perché è ideologicamente sbagliato. Sappiamo che ad essere insicuri sono sopratutto i più deboli, a loro dobbiamo parlare. E dobbiamo sfidare il governo con un’alternativa perché non è un tema che vogliamo lasciargli o non affrontare”.

Ius Soli e immigrazione

“L’immigrazione non è un’invasione da bloccare ma una risorsa da gestire. Dobbiamo continuare a dire con fermezza che chi nasce e vive e studia in questo Paese è italiano. E bisogna fare una battaglia di valori affinché questo dato della realtà divenga patrimonio comune”.

Un Senato federale

“Sfidiamo il governo su questo terreno, proponiamo noi la riforma di un Senato federale dell’autonomia. Dobbiamo riorganizzare la battaglia per creare un modello per una democrazia che sia sociale tocca a noi riprendere il modello federale per questo Paese. Non è più praticabile che in un grande paese non si sciolga il nodo anche legato a un bicameralismo improduttivo e faticoso. Non basta la riduzione del numero dei parlamentari, ci sta, ma non basta.

Europa

“Batteremo in Italia questo mostro che si aggira per l’Europa e vuole rovinare il nostro futuro. Nei prossimi mesi abbiamo di fronte due grandi sfide,rischiamo la fine della prospettiva europea e di essere l’epicentro di questa fine e poi abbiamo davanti la battaglia per far sopravvivere la democrazia rappresentativa. Ci sono grandi provocazioni dai nostri nazional populisti di casa che propongono quell’idea strampalata delle istituzioni che ci fa correre il rischio di lasciare un popolo senza un paese. Alle prossime elezioni si fronteggeranno due forze: chi vuole distruggere l’Europa e chi vuole cambiarla per migliorarla, chi vuole un nuovo progetto europeo. Questa é la sfida delle prossime elezioni europee”.

Stefano Cucchi

“Da qui voglio ribadire la nostra vicinanza alla famiglia Cucchi, siamo vicini ad Ilaria per una verità che emerge in tutta la sua chiarezza. Servono verità e giustizia davanti alla drammaticità della morte di Stefano. Un “grazie” anche al generale Giovanni Nistri per le sue parole in difesa dell’Arma e una richiesta alla magistratura di fare fino in fondo il suo mestiere per far emergere la verità su un fatto drammatico”.

 

 

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