Martina: “I miei nemici sono fuori da questa stanza”

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Maurizio Martina richiama all’unità ed elenca i valori che il Partito democratico deve seguire e i nemici che deve riconoscere e battere

L’intervento di Maurizio Martina inizia con un lungo elenco, quello degli avversari: “I miei avversari non sono Giachetti e Zingaretti, ma questo governo bugiardo che sta portando il Paese dentro una crisi profonda. I miei avversari sono Lega e M5s senza ambiguità, perché sono la nuova destra illiberale.I miei avversari sono quelli che evocano i protocolli dei savi di Sion e non vengono cacciati dal loro movimento. I miei avversari sono quelli che sono contro i vaccini. I miei avversari sono quelli che umiliano le donne, che prendono in giro i disabili. I miei avversari sono quelli che lisciano il pelo al razzismo, che chiudono il centro di Castelnuovo di Porto e lasciano aperta la sede di Casapound”. E propone ai parlamentari del Pd di presentare una mozione di sfiducia al ministro Salvini perché “ha violato la legge”.

E poi il momento delle proposte e indirettamente una risposta a Giachetti con l’orgoglio per ciò che è stato fatto nei governi  Renzi e Gentiloni: “Il Pd che propongo, che proponiamo con la nostra mozione, è il Pd che costruisce l’alternativa a tutto questo. Io so quello che ho fatto al governo e non è materia congressuale tra noi. So di quando ho fatto la legge sul caporalato. So di quando ho difeso i diritti civili anche al nostro interno. So quello che ho fatto, insieme a tutti voi, quando abbiamo sfidato la corrente di terrore dopo il Bataclan con la proposta un euro in sicurezza, un euro in cultura, quello è il mio riferimento. Io rivendico con orgoglio tutto quello fatto quando eravamo al governo del Paese”.

I valori sono un passo molto importante nel discorso di Maurizio Martina: “Chiedo di poter lavorare ad una nuova stagione del Pd, ed avanzare una nuova proposta di riformismo radicale intransigente su valori non negoziabili. I valori di umanità, di rispetto della vita e delle persone. E per questo sono orgoglioso di essere salito sulla Sea Watch 3, e mesi prima davanti alla Diciotti. Io non ci sto ad un governo che lascia quelle persone in mare affinché il ministro della propaganda esibisca lo scalpo”.

E infine la conclusione, con il richiamo all’unità: “Il mio Pd non avrà cedimenti alla deriva in cui viene messa in discussione la democrazia rappresentativa, diciamo no alla proposta Fraccaro. Le ragioni che ci sono fuori di qui devono costituire i presupposti perché il Congresso sia un mezzo per l’unità del partito. Perché se diciamo che fuori del Pd c’è un pericolo democratico allora dobbiamo comportarci di conseguenza, prima di tutto tra noi. Questo non è un Congresso normale, ci giochiamo il futuro del Paese e il nostro futuro. Solo noi possiamo costruire un’alternativa nel Paese”.

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