Martina-Richetti, referendum contro il decreto insicurezza

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Martina Richetti_Imagoeconomica

Una grande raccolta di firme per abrogare il pericoloso decreto Salvini da organizzare nei gazebo delle primarie del Pd del 3 marzo

C’è subito una prima proposta del tandem Martina-Richetti, i quali hanno proposto a tutti i candidati una grande raccolta di firme per un referendum abrogativo del decreto sicurezza da organizzare nei gazebo delle primarie del Pd. Il candidato alla segreteria, appoggiato da Richetti, ha definito la corsa congressuale “la sfida più bella, più appassionante“.

Nella sede del circolo dem Lanciani di Roma, Martina e Richetti hanno rilanciato la candidatura in abbinamento alla segreteria nazionale del Pd, in vista delle primarie del 3 marzo.
La prima cosa che ci siamo detti con Matteo – ha sottolineato Martina – è stata unire le forze per essere all’altezza della sfida. Abbiamo deciso di rompere la logica asfissiante di correnti e capibastone“. E di rimando Richetti, che qualche giorno fa ha rinunciato alla corsa per la segreteria Pd per unirsi in squadra con Martina, ha voluto rimarcare che “tutti predicano unità. Noi proviamo a praticarla“, aggiungendo che “Per un partito che fa spesso notizia per le micro scissioni c’è qualcuno che prova a unire le forze, le persone e le storie”.

Insomma, il ticket Martina-Richetti vuole “rompere questa logica asfissiante di capicorrenti, logiche preparate a tavolino“. Martina ha spiegato: “Possiamo ripartire da noi stessi con un tratto di generosità e con l’ambizione giusta. Lo slogan ‘siamo somma non divisione’ rimane un faro in questo lavoro per salvare il Pd. Il tema non è l’ossessione delle percentuali ma l’ossessione delle idee, per il progetto, a partire dalla questione sociale che è la vera questione democratica di questo Paese“.

Altro impegno è quello di coltivare tenacemente l’unità del partito: “Non ci sentirete mai polemizzare con gli altri candidati – ha puntualizzato Martina – anzi lanciamo un messaggio di in bocca al lupo”.

“Il prossimo Pd – ha osservato Richetti – ha la responsabilità di una ripartenza vera. Fatto con tutta la generosità che serve. Mai più un partito che non consente a ognuno di essere protagonista“.

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