Martina si candida: “La passione è la nostra forza, ripartiamo da qui”

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Dopo Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Francesco Boccia, Dario Corallo e Marco Minniti scende in campo anche l’ultimo segretario del Pd

Alla fine ha sciolto la riserva: Maurizio Martina si candida alla segreteria del Pd.

L’annuncio nella sede del circolo dem di San Lorenzo a Roma, il quartiere dove fu barbaramente uccisa Desirée Mariottini e che è diventato, a torto, simbolo del degrado della Capitale. Da qui l’ultimo segretario del Partito Democratico ha deciso di mettersi a disposizione nella corsa alla segretaria nazionale: “Si parte. L’orgoglio che ho dentro a partire da qui supera le tante preoccupazioni”. “Oggi, ha aggiunto, è solo il primo passo. Sarà una candidatura di squadra perché con me ci sono diversi amici e compagni. Ma anche questa squadra non ridefinisce per sè ma guarda sempre agli altri. Ho cercato di fare questo percorso negli ultimi mesi. Questo lavoro abbraccerà tutti quelli che vogliono stare con noi”.

Ma la sfida del Congresso non si esaurisce di certo nella vittoria di un un nome o di un leader, secondo Martina “è solo una tappa nel percorso che deve portare ad un “soggetto che va oltre il Pd” e che si rivolga “all’intero campo progressista”. “So che non bastiamo, serve un orizzonte largo” che guardi alle “tante energie fuori dal Pd. Le piazze di queste settimane sono energia pura per questo Paese. Dobbiamo guardare a quelle piazze con entusiasmo e collaborazione”, è la premessa di Martina. E dunque serve “una stagione costituente dopo le Europee per un soggetto che chiami a raccolta energie e competenze e si rivolga all’intero campo progressista italiano”.

E allora “il congresso è una tappa di questo lavoro, deve preparare il terreno per questa stagione costituente per qualcosa che va oltre il Pd, e chiama in causa tutte le energie, democratiche, progressiste e liberali di questo Paese per costruire insieme una risposta nuova perché tutti sentiamo l’insufficienza degli strumenti che abbiamo”. Sapendo che “senza il Pd non si fa questo lavoro: lo dico con umiltà, non con arroganza. Ma vedrete che la nostra proposta al congresso stupirà nelle idee, perché sarà coraggiosa anche da questo punto di vista, per essere insieme somma e non divisione. Vi stupiremo anche con proposte di cambiamento di questo partito”.

Per il democratico serve un riformismo radicale nella società: un esempio? “Se c’è una battaglia che noi dobbiamo condurre nel Paese, prima ancora sul piano culturale che su quello politico, è quella per l’abrogazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Legge che ha creato solo disastri, ha rotto i legami di cittadinanza con un’idea malata del rapporto tra persone e spazio pubblico”.

Guarda qui il VIDEO della candidatura di Maurizio Martina

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