Il vecchio (giovane) Marx

Focus

Non è possibile oggi essere marxisti nel senso tradizionale. Tuttavia è possibile essere marxisti in senso differente del termine

“Non è possibile oggi, moralmente o intellettualmente, essere marxisti nel senso tradizionale. Un marxista in questo senso sarebbe qualcuno che accetta tutte o la maggior parte delle teorie che Marx riteneva vere e importanti – il socialismo scientifico, la teoria del valore-lavoro o la teoria della caduta tendenziale del saggio di profitto, insieme ad altre tesi più o meno sostenibile. Tuttavia, io credo sia possibile essere marxisti in un senso piuttosto differente del termine. Penso che la maggior parte delle tesi che io ritengo vere e importanti, posso in qualche modo ricondurle su, sino a Marx. La critica dello sfruttamento e dell’alienazione rimane centrale. Una società migliore resta una società che consente a tutti gli esseri umani di fare ciò che solo gli esseri umani possono fare – creare, inventare, immaginare altri mondi possibili”.  Così ha scritto Jon Elster, citato da Salvatore Veca.

E ciò può condensare molte delle riflessioni che ricorrono in occasione del bicentenario della nascita di Karl Marx. Nel mio piccolo, ho sempre avuto un approccio non dogmatico al pensatore di Treviri, volto a collocarlo nel contesto di un dibattito e di un confronto più generale.

Del Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels (1848) conservo, forse non a caso, due copie: quella degli Editori Riuniti, con la lucida introduzione di Renato Zangheri, e quella della casa editrice Paravia, che nello stesso volumetto raccoglie testi vari sul “dibattito socialista tra utopia e scienza” (con un rimando anche al “socialismo neokantiano”).

Per non dire, poi, del rapporto di Marx con la “sinistra hegeliana”. E come non subire il fascino del nesso fra quel Manifesto e la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo” del 1789, come suggerito ad esempio da Rodolfo Mondolfo? Senza dimenticare che dietro le parole dello studioso di Treviri si può scorgere un’analisi delle conseguenze della prima ondata della globalizzazione, quella scaturita dalla scoperta del Nuovo mondo.

Ecco: credo che i contributi marxiani e quelli marxisti vadano situati storicamente e accostati ad altri. Emerge così un campo di tensioni, contrasti, affinità, incontri più o meno sotterranei, aspre polemiche. Un confronto di idee spesso datato, talora attuale (ricordo che fino ai primi anni ’90 una sezione del Psi di Chieti era intitolata a Rosa Luxemburg). Ed è Paul Ricoeur a rendere mirabilmente il senso dell’attualità di Marx, considerandolo uno dei “maestri del sospetto”.

Vedi anche

Altri articoli