Chi è Massimiliano Fedriga, nuovo presidente del Friuli Venezia Giulia

Focus
Massimiliano Fedriga

Deputato del Carroccio già dal 2008, Fedriga è stato anche al centro delle trattative tra Lega e Forza Italia nel post elezioni del 4 marzo

Massimiliano Fedriga è il nuovo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Nato a Verona 37 anni fa, è stato il più giovane candidato in lizza per le elezioni regionali disputate domenica 28 aprile (i risultati). La sua candidatura è stata sostenuta da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Autonomia Responsabile e Progetto Fvg.

Da Trieste a Roma

Leghista della primissima ora, si è scritto al Carroccio già nel 1995, non ancora maggiorenne. La sua carriera politica però inizia qualche anno più tardi. Nel 2003 viene nominato segretario della Lega a Trieste. Cinque anni dopo, nel 2008, arriva a Roma per ricoprire il ruolo di deputato per il Carroccio. Nel 2011 viene proposto dalla Lega Nord, che si presenta indipendente dal centrodestra, come candidato sindaco a Trieste. Ma il tentativo va a vuoto. Per lui solo 6,26% di preferenze. Nel 2013 viene rieletto a Montecitorio. L’anno seguente diventa capogruppo della Lega Nord alla Camera e il 28 settembre successivo segretario della Lega Nord Friuli Venezia Giulia. È stato rieletto alla Camera per la Lega alle politiche del 4 marzo.

Fedriga nel duello tra Forza Italia e Lega Nord

Il suo nome è stato anche ago della bilancia dopo il 4 marzo in occasione dell’elezione del presidente del Senato. Erano i giorni in cui Salvini lasciava velatamente intendere che poteva esserci la possibilità di un governo con il Movimento 5 stelle, anche se aveva anche ribadito che la Lega non avrebbe fatto alleanze che non includessero il resto del centrodestra. In ogni caso l’apertura fatta dal leader leghista avava fatto innervosire gli ambienti di Forza Italia, tant’è che alcuni dirigenti, come Renato Brunetta e Paolo Romani, erano stati costretti a ricordare all’alleato che i voti di FI erano fondamentali per far sopravvivere le giunte a guida leghista di Lombardia e Veneto.

Di qui il passo indietro di Salvini che aveva lasciato a Berlusconi la possibilità di indicare il presidente di Palazzo Madama (che in quel momento era ancora Paolo Romani) e poi aveva imposto la candidatura di Fedriga in Friuli Venezia Giulia, contro quello che sembrava esser la prima scelta della coalizione, ovvero Renzo Tondo, uomo più vicino ai forzisti e già per due volte presidente della Regione.

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