Il rebus post voto: quali strade per Mattarella?

Focus

Numeri alla mano è difficilissimo dare un governo all’Italia

E ora, cosa succede? È questa la domanda che risuona in testa ai tanti italiani. Perché le elezioni sono finite ma i giochi cominciano soltanto ora. L’attore principale è Sergio Mattarella, nessuno vorrebbe essere al suo posto oggi. E’ il tempo delle decisioni difficili e rincuora che sia proprio lui a dover sbrogliare la matassa in questo terremoto politico.

A chi si rivolgerà quindi Mattarella?

Il Presidente della Repubblica dovrà provare varie strade. Innanzitutto bisognerà capire chi chiamerà per primo davanti a sé per dargli l’incarico di provare a formare un governo: Di Maio, leader del primo partito? O Salvini, leader del primo partito nella coalizione di centrodestra? Entrambi non hanno la possibilità di farcela da soli, potrebbero farcela insieme? Mattarella ha bisogno di certezze, di un governo stabile. Per ora non ci sono le condizioni e anche gli interlocutori sono molto distanti dalle figure istituzionali con cui è abituato a dialogare, a partire dal Presidente uscente Gentiloni. Senza maggioranza certa, senza riferimenti nei leader storici, senza possibilità di escludere Salvini e i grillini dalle consultazioni, rimangono soli i numeri.

I numeri

Anche se i dati ufficiali ancora non ci sono, si sa con certezza che nessun partito ha la maggioranza per governare. Se guardiamo alla Camera il numero da raggiungere per ottenere la maggioranza è 316. Quali sono le combinazioni possibili per raggiungere il numero magico?

Non certo l’alleanza Pd-Forza Italia: 104 i seggi del Pd, 103 quelli di Forza Italia. La somma fa 207, lontanissima dal quorum. Altrettanto lontana l’appaiamento tra il primo partito M5S e Leu (239). Rimanendo in questa area, un’alleanza tra 5 Stelle, Pd e Leu sarebbe possibile: i numeri (342) ci sono ma politicamente, viste le distanze davvero troppo grandi emerse in questa campagna elettorale, sembra da escludersi. Se il M5S dovesse invece guardare dall’altra parte, al centrodestra, una maggioranza con Lega e Fratelli d’Italia si potrebbe formare.

Anche la coalizione di centrodestra da sola non ce la farebbe; ammesso e non concesso che si riuscisse a convincere qualche singolo esponente con una qualche “campagna d’acquisti” si avrebbe una maggioranza davvero troppo debole. E con Salvini leader quanto potrebbe durare?

Al Senato cambiano i numeri ma le combinazioni seguono lo stesso trend.

Quindi?

Un governo è possibile, non si può negare ma la strada non è facile, lo sanno tutti, a partire da Di Maio e Salvini. Resta, sempre aperta la possibilità di unità nazionale, magari per mettere mani alla legge elettorale e tornare al voto. Ma è davvero quello che vogliono gli italiani? Dai numeri sembra proprio di no e anzi la scelta potrebbe essere addirittura controproducente.

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