Il Presidente getta il sasso nello stagno

Focus

Mattarella pone una condizione: chi vuole votare lavori per una legge elettorale

Con l’improvvisa sortita di oggi – la convocazione di Grasso e Boldrini e il monito a varare presto una nuova legge elettorale, nonché ad eleggere il giudice costituzionale mancante da mesi – Sergio Mattarella ha gettato un pesantissimo sasso nelle acque stagnanti della politica italiana.

Il senso della sua iniziativa non è equivocabile. Anzi, c’è addirittura un preciso mandato politico ai presidenti dei due rami del Parlamento: verificate se i gruppi intendono muoversi costruttivamente.

Si può cogliere in questa sortita – anche per il tono fermo della nota quirinalizia – un tratto di impazienza in un antico protagonista della vita parlamentare che come pochi altri ha la sensibilità per capire che a Montecitorio e palazzo Madama c’è bonaccia da mesi, su questo tema.

Ed è poi probabile che il capo dello Stato abbia voluto rappresentare questa “impazienza” prima delle primarie del Pd, che fra quattro giorni vedranno un altro “impaziente” come Renzi ritornare alla guida del partito.

E tuttavia sarebbe un errore pensare che il Presidente voglia assecondare i desiderata di questo o quel leader politico. Anzi, nella sortita di oggi va letta piuttosto una condizione fondamentale: chiunque voglia elezioni anticipate deve prima impegnarsi a varare una nuova legge elettorale.

La parola del Quirinale è stata dunque pronunciata in modo inequivoco. Sta ora ai partiti dare la disponibilità a concretizzare. Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Mazziotti, ha detto che si giungerà in tempi brevi a definire un testo-base. Rosato, capogruppo del Pd, ha giudicato “giustissima” l’iniziativa del capo dello Stato. Brunetta ha ciurlato un po’ per il manico, puntando a “stanare” Renzi, ma è ovvia dialettica politica.

Comunque, Montecitorio ha subito capito l’antifona: L’Aula della Camera esaminerà la riforma della legge elettorale nell’ultima settimana di maggio, a partire dal giorno 29, ha deciso la conferenza dei capigruppo.

Le proposte di legge sono in campo. Grasso e Boldrini stimoleranno il lavoro del Parlamento. Il Presidente ha fatto quel che doveva fare. Ora la parola sta ai partiti, senza più alibi.


webcard_unita

 

 

Vedi anche

Altri articoli