E Mattarella mette i puntini sulle “i”

Focus

Le parole del presidente non significano che giudicherà gli orientamenti politici del governo ma che sarà inflessibile sui vincoli di bilancio

Matteo Salvini e Luigi Di Maio ostentano ottimismo sulla formazione di un governo grillo-leghista, il governo dell’incontro tra il populismo digitale del M5S e il populismo sovranista della Lega, e hanno chiesto al Quirinale tempo (concesso) fino a lunedì per trovare un accordo.

Dovranno fare i conti, però, con i “paletti” posti dal Quirinale, che ha tutta l’intenzione di fare valere i suoi poteri costituzionali, che riguardano la nomina del presidente del consiglio, dei ministri (su proposta del presidente incaricato) e il rispetto della collocazione e dei patti internazionali sottoscritti dall’Italia.

Nei giorni scorsi il Quirinale ha spronato le forze politiche a cercare la via di un “governo politico” senza il quale non resterebbero che un governo di tregua o le elezioni in piena estate. I “paletti” non riguardano quindi la maggiore o minore simpatia del presidente verso il governo che dovrebbe nascere, ma gli obblighi che la costituzione gli impone di rammentare a qualsiasi governo.

Il primo e più forte, emerso con nitidezza dal discorso tenuto ieri dal presidente Sergio Mattarella a Fiesole, riguarda la collocazione europea dell’Italia e il rifiuto di ogni logica sovranista: “Credere di farcela da soli è pura illusione o, peggio, inganno consapevole delle opinioni pubbliche… È da qui che occorre partire per avviare una riscoperta dell’Europa come di un grande disegno sottraendoci all’egemonia di particolarismi senza futuro e di una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto impraticabili, certa comunque di poterne addossare la responsabilità all’Europa” .

Quello del Quirinale non è un monito astratto perché si tradurrà in una serie di domande che il capo dello stato porrà ai dioscuri del nuovo governo: discuterà dei nomi, quello del premier e dei ministri, ma anche dei programmi. Intendete rispettare la collocazione internazionale dell’Italia? Intendete rispettare gli impegni contratti dal nostro paese con l’Europa? Intendete rispettare gli impegni sulle missioni internazionali? Ma non c’è solo la collocazione europea, ma anche le scelte economiche , che in qualche modo le sono connesse.

Ciò non vuol dire che il presidente voglia giudicare gli orientamenti politici del governo ma che sarà inflessibili sui vincoli di bilancio, a cominciare dal pareggio previsto dall’articolo 81 della costituzione. Il Presidente osserva ed è informato tramite il suo staff delle trattative in corso, ma a un certo punto vorrà rendersi conto direttamente dello stato dell’arte e Salvini e Di Maio possono togliersi dalla testa l’idea che basterà porgere un foglietto con un nome per Palazzo Chigi: intanto perché sarebbe più rispettoso proporre una rosa piuttosto che un nome secco, e poi perché il presidente formulerà le domande sui temi che abbiamo indicato e pretenderà delle risposte.

D’altro canto Salvini e Di Maio si sono spinti troppo avanti e, dopo il via libera di Silvio Berlusconi, non hanno più alibi: più passa il tempo e più un fallimento peserebbe unicamente sulle loro spalle. Ma il loro cammino è irto di difficoltà interne: il nome del premier, la spartizione del potere ministeriale, la conciliazione delle rispettive promesse elettorali. Il piccolo problema è che per mantenere anche solo alcune promesse dovranno scassare i conti pubblici e sfuggire agli impegni presi con l’Europa, ma lungo questa strada incontreranno la discreta ma inflessibile vigilanza del Quirinale.

Tutto porta dunque a pensare che non sarà un governo di legislatura ma un patto con un orizzonte più limitato: portare il paese alle elezioni entro un anno con un cinico patto di spartizione del potere e la realizzazione di alcune promesse demagogiche da offrire ai propri elettori.

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